Salve a Tutti,
Yijing non smette mai di stupirci nel suo gioco con la Dualità. Ovunque lo si guardi, qualsiasi elemento si voglia prendere in considerazione, ecco che gli opposti/complementari subito si presentano accoppiati.
Quali, che cosa sono e come nascono i Quattro Simboli/Digrammi Primari?
Sono le prime Quattro Forze generate dalle interazioni di Yin e Yang con se stessi – cioè, Yang incontra Yang (Yang forte o vecchio) e Yin incontra Yin (Yin forte o vecchio) – e tra di loro in rapporto reciproco e alternato (anche qui, dualità!) – quindi, Yin incontra Yang (Yin debole o giovane) e Yang incontra Yin (Yang debole o giovane). Qui sotto lo schema:

Yin e Yang debole o giovane corrispondono alle Yao (Linee) Fisse, mentre Yin e Yang forte o vecchio corrispondono alle Yao Mutanti.
Quando ai tempi mi sono trovata davanti a queste caratteristiche di forte-vecchio o debole-giovane mi erano sembrate attribuzioni qualitative illogiche, poiché ragionavo che per noi il giovane è forte mentre il vecchio è debole… Quindi, secondo me, avrebbe dovuto essere il giovane a cambiare (perché duttile) mentre il vecchio a rimanere fisso, data la rigidità che attribuiamo alla vecchiaia. Anche qui, il pensiero occidentale si contrappone alla logica orientale…
Così Laozi dice:
“Gli esseri umani nascono morbidi e deboli,
muoiono rigidi e forti.
I diecimila esseri, le erbe, gli alberi nascono morbidi e fragili,
muoiono avvizziti e rinsecchiti.
Perciò coloro che sono rigidi e forti sono compagni della morte,
coloro che sono morbidi e deboli sono compagni della vita.” – ASS, 2*
Nel Yijing, il cambiamento osservato non è quello dello “sviluppo”, caratteristica, per esempio, di un bambino che si sviluppa in ragazzo–giovane adulto–adulto maturo – vecchio o del legno giovane che cresce e cambia mantenendo la sua struttura; quanto il cambiamento sostanziale e irrevocabile, caratteristico della vecchiaia, in cui le rigidità e infermità impediscono di continuare a lavorare o vivere, operando una trasformazione sostanziale e/o definitiva.
Ecco quindi che le forze deboli o giovani Yin-Yang e Yang-Yin non sono ancora totalmente Yin o totalmente Yang, cosa che diventeranno con la realizzazione ultima della loro natura intrinseca come Yin-Yin e Yang-Yang, punto in cui ciascuna si trasforma automaticamente nel suo opposto/complementare, nel totale mutamento dove ormai “non è più” ciò che prima era…
Immagine da Deng Ming-Dao, The living I Ching
“I quattro digrammi simboleggiano il cambiamento nel corso del tempo: gli estremi diventano il loro opposto.
Quando una situazione raggiunge il suo estremo, simboleggiato da un doppio yang o un doppio yin, deve esserci un cambiamento.
I quattro digrammi hanno in sé il concetto basilare di ciclo.
il concetto dei quattro digrammi è di equilibrio e simmetricità, quindi statico – tuttavia la vita è decisamente non statica, asimmetrica e complessa e i quattro digrammi non possono esprimere da soli tutte le complessità del cambiamento.
Il cambiamento viene dalla ASIMMETRIA.” DMD, 1*“Quanto alla coppia materia-antimateria, la cosmologia moderna ci insegna che non esiste perfetta simmetria tra il numero di particelle e il numero di antiparticelle.
Se tale simmetria ci fosse, si avrebbe un’annichilazione totale della materia e dell’antimateria.
Per fortuna, la natura si mostra un pochino più favorevole alla materia che all’antimateria e così nell’universo attuale esiste una particella di materia ogni miliardo di fotoni.
Il motivo di questo prevalere, per quanto infinitesimo, della materia sull’antimateria resta un mistero.
Comunque sia una cosa è certa: la simmetria perfetta è sterile, mentre una piccola rottura della simmetria è feconda.” TXT, 1*
Questo è il motivo per cui quando nel responso ci troviamo di fronte a un Yang forte/vecchio (9) o un Yin forte/vecchio (6) li trasformiamo nel loro opposto, riconoscendo che la situazione iniziale, contenendo e mostrando i punti di “rottura” (9 o 6), indica uno sviluppo dove l’opposto prende quella stessa posizione trasformando quel presente in un futuro potenziale sostanzialmente diverso da sé.

Quando ci troviamo in un momento critico della nostra vita, quando tutto sembra incomprensibile o che stia crollando intorno a noi, è perché pensiamo di essere – erroneamente – il centro del nostro Universo; e, giustamente, il centro non cambia mai di posizione. Tuttavia noi non soltanto siamo solo una relativamente piccola parte di questo vastissimo Universo della Vita ma non siamo neanche al suo centro, direi – piuttosto – in un punto qualsiasi di una periferia altrettanto sconosciuta.
Yijing e il pensiero taoista ci riportano alla realtà delle forze naturali che, per quanto possano non piacerci e tanto meno farci comodo, prevalgono inesorabilmente. Osservare la vita e la sue manifestazioni (e noi e la nostra realtà consensuale) per quello che comunque “le cose sono tali e non possono non essere che tali”, dovrebbe riconciliarci con noi stessi e gli altri, perchè noi possiamo manovrare la nostra imbarcazione, ma non il vento :-).—
