Salve a Tutti,
nel caso vi chiedeste: “perché tutta questa attenzione sulle yao e nulla ancora sul Gua compiuto, il suo nome e il suo ideogramma?” La risposta è: semplicemente perché Yijing nasce con e dalle yao, esprime la loro natura ed è dalla loro disposizione che conseguono i 64 Gua, ciascuno simbolo di un determinato aspetto della manifestazione.
Nel precedente articolo abbiamo considerato la duplice natura delle yao, in questo consideriamo un altro aspetto nell’ambito della Numerologia che le interessa.
Nella pratica oracolare, sia che si utilizzino le monete o i bastoncini, la manipolazione porta a definire i risultati secondo i numeri Sei-8 per le yao Yin e i numeri 7-Nove per le yao Yang.
Nel Yijing le yao mutanti che andiamo a consultare vengono espresse con i termini: Sei o Nove (all’inizio, al secondo posto, terzo posto, ecc., e sopra).

In breve, il ragionamento operato dagli antichi cinesi osservando la natura per queste attribuzioni è, a grandi linee, il seguente:
- osservarono nello Yang i valori di disparità e nello Yin i valori di parità
- osservarono che il moto Yang (centrifugo/espansione) avanza e il moto Yin (centripeto/contrazione) retrocede
- osservando questa specifica dualità dei loro movimenti conseguirono che:
- Yang tende all’estremo, per cui avanzando si assesta in una postazione davanti o in alto
- Yin tende alla centralità (concetto opposto/complementare all’idea di estremità) per cui retrocedendo si assesta in una postazione centrale o mediana
- poiché la base numerica per loro (come per noi) era il dieci (le dita delle due mani)
- lo Yang dispari – 1-3-5-7-9 – avanzando “è compiuto” nel Nove (posizione alta del procedere in salita)
- lo Yin pari – 10-8-6-4-2 – retrocedendo “è compiuto” nel Sei (posizione centrale del procedere in discesa)
- pertanto Sei e Nove, quali espressioni della compiutezza dello Yin e dello Yang diventano le linee forti/vecchie il cui sviluppo successivo è il mutamento nel loro opposto. (Qui vorrei far notare come, forse del tutto accidentalmente, proprio i nostri simboli numerici 6 e 9 capovolgendosi si trasformano l’uno nell’altro…)
Quindi, osservando le yao fisse e mutanti all’interno di un Gua o di una situazione possiamo considerare che, per esempio, nella questione c’è possibilità di cambiamento se si presentano linee forti o mutanti; diversamente la questione non illustra un futuro potenziale e si conferma qual è. A questo punto, se non ci sono linee mutanti, tutte le yao sono indicative dello stato della questione in esame e vanno prese in consideranzione in quanto facenti parte della “costituzione” del Gua o della situazione.
Il Gua viene anche chiamato “tempo” – e Master Huang chiama il Gua “situazione-tempo” – proprio perché mostra “il momento” contingente in cui viene esercitata la pratica oracolare e la sua costituzione nel corso del tempo – così come una persona è prima infante, poi bambino, ragazzo, giovane adulto, adulto maturo e infine vecchio – fasi successive di realizzazione del medesimo individuo.
Ogni yao del Gua è indicativa di una successione temporale che inizia dalla linea in basso, detta correttamente “iniziale” (p.e. Nove all’inizio), poi le successive sono indicate come “posto” mentre l’ultima come “sopra” a tutte le altre: è così che sono illustrate nel testo Yijing. E proprio perché specifiche, la yao “all’inizio” e quella “sopra” non sono considerate nella costituzione del Gua mutuo, o intrinseco o nucleare che dir si voglia.
Se concordiamo con queste osservazioni, possiamo trarre una serie di considerazioni pratiche.
Per esempio, considerando le linee, si può osservare se le forze presenti sono giovani – quindi fisse e stabili, oppure vecchie – quindi produttive di un cambiamento e in quale direzione.
Osservando i due moti opposti/complementari dello Yin e dello Yang, notiamo che un movimento di sostanziale cambiamento, sia personale che sociale, una volta iniziato ha dei tempi suoi e che una situazione in svolgimento spesso può modificarsi solo quando arriva al suo punto di “saturazione” o compimento. Del resto, anche un’espressione comune dice che bisogna “toccare il fondo” per una veloce risalita o cambiamento di rotta.
Un’altra osservazione è che il cambiamento richiede “tempo” nel senso che qualcosa deve intervenire a rendere fragile uno stato di fatto. Nella pratica oracolare, questo può essere a volte riconosciuto analizzando la “sequenza” dei Gua, secondo l’ordine di Re Wen o anche secondo il moto di salita/discesa delle yao all’interno del Gua.
Quest’ultimo punto fa riferimento al fatto che all’interno della costituzione del Gua, le linee possono indicare – oltre a dei momenti nel tempo – la quantità di Yin o Yang presente nella situazion, quindi quale dei due “governa” la situazione oppure quale è in fase crescente o discendente.
È sullo studio delle yao che Re Wen ha redatto l’Yi di Zhou (Yijing nostro attuale) la sua sequenza e le sue sentenze. È sullo studio delle yao e delle vicende umane che il Duca di Zhou ha redatto i Testi delle Yao, individuando per ciascuna all’interno di uno specifico Gua una condizione e, quindi, il suo sviluppo successivo nel tempo, sostenuti dall’osservazione dell’espressione materiale di cui il Gua è simbolo.—








