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10. Sei e 8 – 7 e Nove, ovvero Yao (Linee) Mutanti e Fisse, 2

Salve a Tutti,

nel caso vi chiedeste: “perché tutta questa attenzione sulle yao e nulla ancora sul Gua compiuto, il suo nome e il suo ideogramma?” La risposta è: semplicemente perché Yijing nasce con e dalle yao, esprime la loro natura ed è dalla loro disposizione che conseguono i 64 Gua, ciascuno simbolo di un determinato aspetto della manifestazione.

Nel precedente articolo abbiamo considerato la duplice natura delle yao, in questo consideriamo un altro aspetto nell’ambito della Numerologia che le interessa.

Nella pratica oracolare, sia che si utilizzino le monete o i bastoncini, la manipolazione porta a definire i risultati secondo i numeri Sei-8 per le yao Yin e i numeri 7-Nove per le yao Yang.

Nel Yijing le yao mutanti che andiamo a consultare vengono espresse con i termini: Sei o Nove (all’inizio, al secondo posto, terzo posto, ecc., e sopra).

In breve, il ragionamento operato dagli antichi cinesi osservando la natura per queste attribuzioni è, a grandi linee, il seguente:

  • osservarono nello Yang i valori di disparità e nello Yin i valori di parità
  • osservarono che il moto Yang (centrifugo/espansione) avanza e il moto Yin (centripeto/contrazione) retrocede
  • osservando questa specifica dualità dei loro movimenti conseguirono che:
    • Yang tende all’estremo, per cui avanzando si assesta in una postazione davanti o in alto
    • Yin tende alla centralità (concetto opposto/complementare all’idea di estremità) per cui retrocedendo si assesta in una postazione centrale o mediana
  • poiché la base numerica per loro (come per noi) era il dieci (le dita delle due mani)
    • lo Yang dispari – 1-3-5-7-9 – avanzando “è compiuto” nel Nove (posizione alta del procedere in salita)
    • lo Yin pari – 10-8-6-4-2 – retrocedendo “è compiuto” nel Sei (posizione centrale del procedere in discesa)
  • pertanto Sei e Nove, quali espressioni della compiutezza dello Yin e dello Yang diventano le linee forti/vecchie il cui sviluppo successivo è il mutamento nel loro opposto. (Qui vorrei far notare come, forse del tutto accidentalmente, proprio i nostri simboli numerici 6 e 9 capovolgendosi si trasformano l’uno nell’altro…)

Quindi, osservando le yao fisse e mutanti all’interno di un Gua o di una situazione possiamo considerare che, per esempio, nella questione c’è possibilità di cambiamento se si presentano linee forti o mutanti; diversamente la questione non illustra un futuro potenziale e si conferma qual è. A questo punto, se non ci sono linee mutanti, tutte le yao sono indicative dello stato della questione in esame e vanno prese in consideranzione in quanto facenti parte della “costituzione” del Gua o della situazione.

Il Gua viene anche chiamato “tempo” – e Master Huang chiama il Gua “situazione-tempo” – proprio perché mostra “il momento” contingente in cui viene esercitata la pratica oracolare e la sua costituzione nel corso del tempo – così come una persona è prima infante, poi bambino, ragazzo, giovane adulto, adulto maturo e infine vecchio – fasi successive di realizzazione del medesimo individuo.

Ogni yao del Gua è indicativa di una successione temporale che inizia dalla linea in basso, detta correttamente “iniziale” (p.e. Nove all’inizio), poi  le successive sono indicate come “posto” mentre l’ultima come “sopra” a tutte le altre: è così che sono illustrate nel testo Yijing. E proprio perché specifiche, la yao “all’inizio” e quella “sopra” non sono considerate nella costituzione del Gua mutuo, o intrinseco o nucleare che dir si voglia.

Se concordiamo con queste osservazioni, possiamo trarre una serie di considerazioni pratiche.

Per esempio, considerando le linee, si può osservare se le forze presenti sono giovani – quindi fisse e stabili, oppure vecchie – quindi produttive di un cambiamento e in quale direzione.

Osservando i due moti opposti/complementari dello Yin e dello Yang, notiamo che un movimento di sostanziale cambiamento, sia personale che sociale, una volta iniziato ha dei tempi suoi e che una situazione in svolgimento spesso può modificarsi solo quando arriva al suo punto di “saturazione” o compimento. Del resto, anche un’espressione comune dice che bisogna “toccare il fondo”  per una veloce risalita o cambiamento di rotta.

Un’altra osservazione è che il cambiamento richiede “tempo” nel senso che qualcosa deve intervenire a rendere fragile uno stato di fatto. Nella pratica oracolare, questo può essere a volte riconosciuto analizzando la “sequenza” dei Gua, secondo l’ordine di Re Wen o anche secondo il moto di salita/discesa delle yao all’interno del Gua.

Quest’ultimo punto fa riferimento al fatto che all’interno della costituzione del Gua, le linee possono indicare – oltre a dei momenti nel tempo – la quantità di Yin o Yang presente nella situazion, quindi quale dei due “governa” la situazione oppure quale è in fase crescente o discendente.

È sullo studio delle yao che Re Wen ha redatto l’Yi di Zhou (Yijing nostro attuale) la sua sequenza e le sue sentenze. È sullo studio delle yao e delle vicende umane che il Duca di Zhou ha redatto i Testi delle Yao, individuando per ciascuna all’interno di uno specifico Gua una condizione e, quindi, il suo sviluppo successivo nel tempo, sostenuti dall’osservazione dell’espressione materiale di cui il Gua è simbolo.—

9. I Quattro Simboli/Digrammi Primari, ovvero Yao (Linee) Mutanti e Fisse

Salve a Tutti,

Yijing non smette mai di stupirci nel suo gioco con la Dualità. Ovunque lo si guardi, qualsiasi elemento si voglia prendere in considerazione, ecco che gli opposti/complementari subito si presentano accoppiati.

Quali, che cosa sono e come nascono i Quattro Simboli/Digrammi Primari?

Sono le prime Quattro Forze generate dalle interazioni di Yin e Yang con se stessi – cioè, Yang incontra Yang (Yang forte o vecchio) e Yin incontra Yin (Yin forte o vecchio) – e tra di loro in rapporto reciproco e alternato (anche qui, dualità!) – quindi, Yin incontra Yang (Yin debole o giovane) e Yang incontra Yin (Yang debole o giovane). Qui sotto lo schema:

Yin e Yang debole o giovane corrispondono alle Yao (Linee) Fisse, mentre Yin e Yang forte o vecchio corrispondono alle Yao Mutanti.

Quando ai tempi mi sono trovata davanti a queste caratteristiche di forte-vecchio o debole-giovane mi erano sembrate attribuzioni qualitative illogiche, poiché ragionavo che per noi il giovane è forte mentre il vecchio è debole… Quindi, secondo me, avrebbe dovuto essere il giovane a cambiare (perché duttile) mentre il vecchio a rimanere fisso, data la rigidità che attribuiamo alla vecchiaia. Anche qui, il pensiero occidentale si contrappone alla logica orientale…

Così Laozi dice:

“Gli esseri umani nascono morbidi e deboli,
muoiono rigidi e forti.
I diecimila esseri, le erbe, gli alberi nascono morbidi e fragili,
muoiono avvizziti e rinsecchiti.
Perciò coloro che sono rigidi e forti sono compagni della morte,
coloro che sono morbidi e deboli sono compagni della vita.” – ASS, 2*

Nel Yijing, il cambiamento osservato non è quello dello “sviluppo”, caratteristica, per esempio, di un bambino che si sviluppa in ragazzo–giovane adulto–adulto maturo – vecchio o del legno giovane che cresce e cambia mantenendo la sua struttura; quanto il cambiamento sostanziale e irrevocabile, caratteristico della vecchiaia, in cui le rigidità e infermità impediscono di continuare a lavorare o vivere, operando una trasformazione sostanziale e/o definitiva.

Ecco quindi che le forze deboli o giovani Yin-Yang e Yang-Yin non sono ancora totalmente Yin o totalmente Yang, cosa che diventeranno con la realizzazione ultima della loro natura intrinseca come Yin-Yin e Yang-Yang, punto in cui ciascuna si trasforma automaticamente nel suo opposto/complementare, nel totale mutamento dove ormai “non è più” ciò che prima era…

Immagine da Deng Ming-Dao, The living I Ching

“I quattro digrammi simboleggiano il cambiamento nel corso del tempo: gli estremi diventano il loro opposto.
Quando una situazione raggiunge il suo estremo, simboleggiato da un doppio yang o un doppio yin, deve esserci un cambiamento.
I quattro digrammi hanno in sé il concetto basilare di ciclo.
il concetto dei quattro digrammi è di equilibrio e simmetricità, quindi statico – tuttavia la vita è decisamente non statica, asimmetrica e complessa e i quattro digrammi non possono esprimere da soli tutte le complessità del cambiamento.
Il cambiamento viene dalla ASIMMETRIA.” DMD, 1*

“Quanto alla coppia materia-antimateria, la cosmologia moderna ci insegna che non esiste perfetta simmetria tra il numero di particelle e il numero di antiparticelle.
Se tale simmetria ci fosse, si avrebbe un’annichilazione totale della materia e dell’antimateria.
Per fortuna, la natura si mostra un pochino più favorevole alla materia che all’antimateria e così nell’universo attuale esiste una particella di materia ogni miliardo di fotoni.
Il motivo di questo prevalere, per quanto infinitesimo, della materia sull’antimateria resta un mistero.
Comunque sia una cosa è certa: la simmetria perfetta è sterile, mentre una piccola rottura della simmetria è feconda.” TXT, 1*

Questo è il motivo per cui quando nel responso ci troviamo di fronte a un Yang forte/vecchio (9) o un Yin forte/vecchio (6) li trasformiamo nel loro opposto, riconoscendo che la situazione iniziale, contenendo e mostrando i punti di “rottura” (9 o 6), indica uno sviluppo dove l’opposto prende quella stessa posizione trasformando quel presente in un futuro potenziale sostanzialmente diverso da sé.

Quando ci troviamo in un momento critico della nostra vita, quando tutto sembra incomprensibile o che stia crollando intorno a noi, è perché pensiamo di essere – erroneamente – il centro del nostro Universo; e, giustamente, il centro non cambia mai di posizione. Tuttavia noi non soltanto siamo solo una relativamente piccola parte di questo vastissimo Universo della Vita ma non siamo neanche al suo centro, direi – piuttosto – in un punto qualsiasi di una periferia altrettanto sconosciuta.

Yijing e il pensiero taoista ci riportano alla realtà delle forze naturali che, per quanto possano non piacerci e tanto meno farci comodo, prevalgono inesorabilmente. Osservare la vita e la sue manifestazioni (e noi e la nostra realtà consensuale) per quello che comunque “le cose sono tali e non possono non essere che tali”, dovrebbe riconciliarci con noi stessi e gli altri, perchè noi possiamo manovrare la nostra imbarcazione, ma non il vento :-).


* Vedi I Referenti

8. Il principio della Dualità: frattale e olografico

Salve a Tutti,

in questo articolo vorrei iniziare ad approcciare una serie di riflessioni sul Principio della Dualità, l’essenza meravigliosamente espressa dalla filosofia taoista e dalla pratica del Yijing.

Il diagramma qui sotto [1] rappresenta la sequenza della formazione dei 64 Gua secondo Shao Yong (1011-1077) cosmologo, storico e filosofo, uno dei maggiori studiosi del Yijing e tra i protagonisti del pensiero neo-confuciano.

Come potete osservare, dall’Uno indifferenziato (è una convenzione che sia tutto bianco, perché, ovviamente, nell’indifferenziato immanifesto non può esistere neanche il colore), si esprimono le due energie primarie (Yin-Yang), poi i Quattro Simboli Primari (Yin forte/debole–Yang forte/debole, che illustrerò in un prossimo articolo), seguono i BaGua (gli Otto Trigrammi, vedi articolo 6.), e a cascata una progressione di differenziazione fino all’espressione dei 64 Gua del Yijing, tutti i possibili aspetti primari che la manifestazione può assumere e tramite i quali essere indagata e compresa.

Il diagramma di Shao Yong illustra schematicamente sia l’espressione frattale [2] che olografica [3], vale a dire che ogni parte individuale e apparentemente distinta di un insieme complesso (cioè, i singoli elementi presi in considerazione) mostrano la natura complessiva dell’insieme.

Qui un breve video che suggerisce graficamente i due concetti, tenendo presente che si tratta di una proiezione bidimensionale, mentre la realtà è quadri-dimensionale e trasversale:

Tutto è Duale, tutto esiste grazie all’interazione di due enti dinamici opposti e complementari. Gli opposti, il bello/brutto e il giusto/sbagliato, di per sé non esistono sostanzialmente, e sono semplicemente valutazioni soggettive relative a riferimenti personali che, naturalmente, riguardano solo la libera scelta di un individuo all’interno del contesto storico e culturale in cui è stato allevato e vive.

“Quando nel mondo tutti riconoscono la bellezza come tale,
ecco che la bruttezza è già presente.
Quando tutti riconoscono la bontà come tale,
ecco che la cattiveria è già presente.” [4]

Che cosa significano queste parole? Significano semplicemente che nel momento in cui attribuiamo un aggettivo a qualcosa, immediatamente intendiamo che esiste il suo contrario. Questo contrario non viene espresso, ma “esiste” in ciò che non rientra nella descrizione precedente.

Noi, a nostra volta, come tutta la manifestazione, siamo agenti e creatori di Dualità. Tuttavia, senza “Due/Dualità” non ci sarebbero alternative e, di conseguenza, non avremmo libertà di scegliere e operare.

Per noi studenti del Yijing, tutta la manifestazione e, quindi, anche la questione particolare indagata nella pratica oracolare, viene riportata a una semplicità matematica di “Due” e a una filosofica di “Dualità”.

Master Huang riporta l’aneddoto di una nobildonna che, avendo ricevuto una domanda di matrimonio, decise di consultare Yijing sull’opportunità di accettare. Il Gua risultante fu 17. FUI (Seguire), uno dei gua di maggior buon auspicio, perché contiene le quattro virtù principali, quelle caratteristiche di 1. Qian-Cielo e 2. Kun-Terra. L’augure le disse che era favorevole per lei accettare e seguire il suo futuro marito. La donna rifletté e decise di non accettare la proposta perché riteneva di non essere pronta per il matrimonio. Il commento di Master Huang è che non si deve seguire ciecamente un’indicazione, ma si deve osservare la propria posizione all’interno dell’espressione oracolare e decidere di conseguenza.

Quindi, di fronte a una questione rilevante, il nostro consultare Yijing deve avere presente la natura della realtà, che è contemporaneamente Yin-Yang in proporzioni diverse in tempi diversi.

La questione è rappresentativa di “una parte” di un intero che comprende anche il consultante e i suoi rapporti Yin-Yang interni ed esterni, osservabili anche attraverso i BaGua che formano il Gua che risponde alla questione/domanda o anche al questionante.—


Note

[1] Referenti – MAH 3

[2] Frattale – https://www.treccani.it/vocabolario/frattale

[3] Olografico – https://www.treccani.it/vocabolario/olografia

[4] Refenti – ASS1

 

7. Uno 2 3 … Il riempimento del Vuoto

Salve a Tutti,


nella divinazione con le tre monete, alle loro facce si attribuiscano i valori di 2 indicante Yin e 3 indicante Yang… Quale mistero si cela dietro questa specifica attribuzione?

Il mistero che qui si svela è quello che mi piace chiamare come il riempimento del Vuoto.

E qui entriamo nel mondo invisibile che precede e origina il mondo visibile.

Infatti, perché Yijing è ritenuto una mantica o, in termini più moderni, un dispositivo per individuare le energie che sottostanno una determinata manifestazione che è in atto e/o in un suo possibile divenire? Proprio perché riconosce ed esplicita ciò che l’occhio fisico non vede dell’altro volto della realtà.

Nel lancio delle monete, la faccia che leggiamo è, pertanto, l’altro volto della realtà, quello che sfugge alla consueta razionalità.

Come già sapete, in questo contesto noi valutiamo la manifestazione come l’interazione di due forze complementari ed opposte: Yin e Yang, due termini che racchiudono tutte le possibili opposizioni/complementarietà del mondo visibile e invisibile, cioè della realtà nello spazio-tempo (la primissima divisione dell’Uno).

Le monete nell’immagine sopra sono le “tradizionali” monete: le monete divinatorie sono 3, hanno (ovviamente) 2 facce distinte, sono rotonde (cerchio) con un quadrato in centro, sono materialmente di metallo e al centro presentano un vuoto.

Avete notato che ogni elemento che le costituisce presenta la dualità yin-yang? Solo il tenerle in mano può già essere il portale alla percezione della Totalità, l’unione intrinseca del Tutto, o dell’Uno.

Questo Uno che tutto contiene in forma indifferenziata e potenziale è, come si è detto in precedenza, il Wuji, il Vuoto da cui tutto origina. Quindi la moneta, con le sue due facce, il cerchio esterno e il quadrato interno, il pieno esterno e il vuoto interno, è una raffigurazione semplificata del Vuoto e del suo Pieno Potenziale, o anche, in altra prospettiva, del Pieno e del suo Vuoto Originario.

Noi pensiamo che il nostro strano, meraviglioso universo sia nato con una spaventosa deflagrazione chiamata “Big Bang”.
Il termine “deflagrazione” fa pensare a un’immensa esplosione che avviene con fracasso assordante
Niente potrebbe essere più lontano dalla realtà.
Nel Vuoto Quantistico dell’inizio, quando la materia non aveva fatto ancora la sua comparsa, non c’era alcun mezzo per trasmettere le onde sonore. – TXT,1*

Quindi, Wuji, il Vuoto, è l’Origine da cui scaturisce ogni manifestazione, portata in essere dalle interazioni prodotte da Taiji, la sua prima differenziazione nucleare che entra subito in azione dinamica.

Una volta definito in cosa consiste l’Uno Originario, questo Vuoto che non possiamo raffigurarci se non come un’astrazione mentale, il passo immediatamente successivo è la prima apparizione del mondo manifesto, pur ancora nella sua invisibilità, o forma energetica.

A partire da un Vuoto microscopico riempito di energia, la materia e l’antimateria vengono al mondo sotto forma di particelle elementari e delle loro antiparticelle.
Creazione e distruzione di materia e antimateria si succedono a ritmi indiavolati, secondo cicli di vita e morte di durata infinitamente breve.
L’interazione materia-antimateria nell’universo dei primordi non può non ricordare l’azione della coppia di opposti e complementari Yin-Yang descritta dal Taoismo.
Il mondo è il risultato dell’azione dinamica e reciproca di queste due forze strettamente connesse che si contengono l’un l’altra e si succedono in maniera ciclica.
L’universo obbedisce a un moto ciclico perpetuo: lo Yang giunge al suo apogeo per lasciare il posto allo Yin, e questo a sua volta, dopo aver raggiunto l’apice, è sostituito dallo Yang. – TXT,1*

Ora consideriamo il 2 e il 3, che indico con le cifre perché già da questo passaggio iniziale comincia ad entrare in scena la numerologia taoista: il calcolo operativo e i suoi significati intrinseci.

Poiché già siamo in una realtà “sensibile”, è qui possibile una raffigurazione che permane, comprensibilmente, in parte astratta: si tratta di due semplici linee: la linea Yin-spezzata e la linea Yang-intera.

Come già detto, Tutto nasce dal Vuoto, quindi ecco che la linea Yin presenta al suo interno lo spazio vuoto: essa è la Madre della manifestazione, colei che ha l’utero, il Vuoto incubatore della Vita, il Vuoto che accoglie il Pieno, la linea Yang, ininterrotta e propulsiva: il Padre della manifestazione.

Ecco quindi Yin come 2/3 dell’Unità, essendo il suo 1/3 centrale il Vuoto incubatore, ed ecco quindi Yang come 3/3 dell’Unità, essendo il suo 1/3 centrale il Pieno Potenziale.

Pertanto, Wuji–Uno indifferenziato produce Taiji-1, che contiene ed esprime la divisione Yin-2 e Yang-3 di se stesso.

Nella visione di Master Huang, maestro taoista, è il Gua 3-Zhun ad essere il primo gua, il “cominciamento” della manifestazione reale , il “figlio” generato da 1-Qian (Padre) e 2-Kun (Madre),  i due gua “totalmente yang” e “totalmente yin”.

Pertanto la corretta rappresentazione e riproduzione (anche manuale dell’operatore) dovrebbe tenere in considerazione il rapporto 2/3 e 3/3 delle linee, così come nel diagramma presentato nell’articolo precedente, 6. Dai Ba Gua ai Gua.

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* Thrin Xuan Thuan – vedi I Referenti

6. Dai Bagua ai Gua (dagli 8 Trigrammi Primari ai 64 Esagrammi)

Salve a Tutti,

la cosa che colpisce molti che si approcciano all’Yijing è che quella apparente semplicità dell’esagramma maschera un complesso ed enigmatico gioco di incastri multi-livello.

Il Simbolo (esagramma) origina dal lancio casuale di tre monete; le linee celano e nel contempo illustrano una situazione-tempo (MAH, 2-3)* ben precisa e analizzata nelle sue componenti strutturali, sia fisiche che temporali; il Nome del Simbolo esprime concetti universalmente condivisi ma esposti in una scrittura figurata, l’ideogramma, così arcaica da sembrare del tutto aliena; una Sentenza che, a volte, più che chiarire confonde; un’Immagine che inizia con un’ovvietà e finisce spesso con un paradosso; dei Commenti immaginali a singole linee che ci si chiede da dove mai provengano; dei Commenti filosofici che intendono motivare tutto il precedente.

In breve, nella nostra bella razionalità lineare, Yijing può apparire una pura assurdità…

Se Yijing sembra irrazionale tuttavia non è illogico: si basa sull’osservazione della manifestazione di forze invisibili non domate e si dispiega seguendo le incorruttibili e ineludibili Leggi della Natura. La pratica oracolare, quindi, ci invita ad entrare in questa dimensione dell’incommensurabile che si fa misurabile, l’immensità che si condensa dapprima in un’unità (Taiji), che poi si esprime in due polarità (Yin-Yang) andando a generare otto energie di tre linee (i Bagua/Otto Trigrammi Primari) per infine manifestarsi attraverso sei linee (i Gua/Esagrammi).

Quindi, quali sono le valenze degli Otto Trigrammi Primari e dei 64 Esagrammi?

“Il trigramma (Bagua) rappresenta la realtà dal punto di vista del suo “essere costitutivo”.
L’esagramma (Gua) rappresenta la realtà dal punti di vista del suo “funzionamento”. Poiché tutto il reale procede dalla sola interazione dello yin e dello yang, l’esagramma è in grado di rappresentare tutto simbolicamente.” – François Jullien,1*

Bagua e Gua giacciono su differenti livelli.

Come ben dice François Jullien, gli Otto Trigrammi Primari sono simboli di otto forze/energie della Natura invisibili, essenze fondamentali della manifestazione (il suo essere costitutivo). I 64 Esagrammi sono simboli di aspetti della realtà manifesta (il suo funzionamento).

Così l’esagramma contiene in sé: il Wuji (il Vuoto indifferenziato) – il Taiji (Yin-Yang, la prima differenziazione/polarità) – i Quattro Bigrammi (le prime quattro energie primarie di yin-yang forte/debole), i Bagua (i Trigrammi Primari, le prime otto energie primarie generate dalle interazioni tra i Quattro Bigrammi con il Taiji/ Yin-Yang) – i Gua stessi (gli Esagrammi, le 64 manifestazioni generate dalle interazioni di accoppiamento tra i Bagua).

Nella pratica oracolare, tutti questi livelli sono altrettanto presenti e tenerne conto permette di ampliare la percezione delle dinamiche in movimento all’interno della domanda e, spesso, della persona che pone la domanda. L’esagramma – prodotto dal lancio delle monete o dalla manipolazione dei bastoncini – così come illustra le dinamiche dell’evento-problema-domanda può anche mostrare le dinamiche interiori-esteriori di chi la domanda la pone, essendo i due una sola inseparabile unità.––

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* vedi I Referenti