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7. Uno 2 3 … Il riempimento del Vuoto

Salve a Tutti,


nella divinazione con le tre monete, alle loro facce si attribuiscano i valori di 2 indicante Yin e 3 indicante Yang… Quale mistero si cela dietro questa specifica attribuzione?

Il mistero che qui si svela è quello che mi piace chiamare come il riempimento del Vuoto.

E qui entriamo nel mondo invisibile che precede e origina il mondo visibile.

Infatti, perché Yijing è ritenuto una mantica o, in termini più moderni, un dispositivo per individuare le energie che sottostanno una determinata manifestazione che è in atto e/o in un suo possibile divenire? Proprio perché riconosce ed esplicita ciò che l’occhio fisico non vede dell’altro volto della realtà.

Nel lancio delle monete, la faccia che leggiamo è, pertanto, l’altro volto della realtà, quello che sfugge alla consueta razionalità.

Come già sapete, in questo contesto noi valutiamo la manifestazione come l’interazione di due forze complementari ed opposte: Yin e Yang, due termini che racchiudono tutte le possibili opposizioni/complementarietà del mondo visibile e invisibile, cioè della realtà nello spazio-tempo (la primissima divisione dell’Uno).

Le monete nell’immagine sopra sono le “tradizionali” monete: le monete divinatorie sono 3, hanno (ovviamente) 2 facce distinte, sono rotonde (cerchio) con un quadrato in centro, sono materialmente di metallo e al centro presentano un vuoto.

Avete notato che ogni elemento che le costituisce presenta la dualità yin-yang? Solo il tenerle in mano può già essere il portale alla percezione della Totalità, l’unione intrinseca del Tutto, o dell’Uno.

Questo Uno che tutto contiene in forma indifferenziata e potenziale è, come si è detto in precedenza, il Wuji, il Vuoto da cui tutto origina. Quindi la moneta, con le sue due facce, il cerchio esterno e il quadrato interno, il pieno esterno e il vuoto interno, è una raffigurazione semplificata del Vuoto e del suo Pieno Potenziale, o anche, in altra prospettiva, del Pieno e del suo Vuoto Originario.

Noi pensiamo che il nostro strano, meraviglioso universo sia nato con una spaventosa deflagrazione chiamata “Big Bang”.
Il termine “deflagrazione” fa pensare a un’immensa esplosione che avviene con fracasso assordante
Niente potrebbe essere più lontano dalla realtà.
Nel Vuoto Quantistico dell’inizio, quando la materia non aveva fatto ancora la sua comparsa, non c’era alcun mezzo per trasmettere le onde sonore. – TXT,1*

Quindi, Wuji, il Vuoto, è l’Origine da cui scaturisce ogni manifestazione, portata in essere dalle interazioni prodotte da Taiji, la sua prima differenziazione nucleare che entra subito in azione dinamica.

Una volta definito in cosa consiste l’Uno Originario, questo Vuoto che non possiamo raffigurarci se non come un’astrazione mentale, il passo immediatamente successivo è la prima apparizione del mondo manifesto, pur ancora nella sua invisibilità, o forma energetica.

A partire da un Vuoto microscopico riempito di energia, la materia e l’antimateria vengono al mondo sotto forma di particelle elementari e delle loro antiparticelle.
Creazione e distruzione di materia e antimateria si succedono a ritmi indiavolati, secondo cicli di vita e morte di durata infinitamente breve.
L’interazione materia-antimateria nell’universo dei primordi non può non ricordare l’azione della coppia di opposti e complementari Yin-Yang descritta dal Taoismo.
Il mondo è il risultato dell’azione dinamica e reciproca di queste due forze strettamente connesse che si contengono l’un l’altra e si succedono in maniera ciclica.
L’universo obbedisce a un moto ciclico perpetuo: lo Yang giunge al suo apogeo per lasciare il posto allo Yin, e questo a sua volta, dopo aver raggiunto l’apice, è sostituito dallo Yang. – TXT,1*

Ora consideriamo il 2 e il 3, che indico con le cifre perché già da questo passaggio iniziale comincia ad entrare in scena la numerologia taoista: il calcolo operativo e i suoi significati intrinseci.

Poiché già siamo in una realtà “sensibile”, è qui possibile una raffigurazione che permane, comprensibilmente, in parte astratta: si tratta di due semplici linee: la linea Yin-spezzata e la linea Yang-intera.

Come già detto, Tutto nasce dal Vuoto, quindi ecco che la linea Yin presenta al suo interno lo spazio vuoto: essa è la Madre della manifestazione, colei che ha l’utero, il Vuoto incubatore della Vita, il Vuoto che accoglie il Pieno, la linea Yang, ininterrotta e propulsiva: il Padre della manifestazione.

Ecco quindi Yin come 2/3 dell’Unità, essendo il suo 1/3 centrale il Vuoto incubatore, ed ecco quindi Yang come 3/3 dell’Unità, essendo il suo 1/3 centrale il Pieno Potenziale.

Pertanto, Wuji–Uno indifferenziato produce Taiji-1, che contiene ed esprime la divisione Yin-2 e Yang-3 di se stesso.

Nella visione di Master Huang, maestro taoista, è il Gua 3-Zhun ad essere il primo gua, il “cominciamento” della manifestazione reale , il “figlio” generato da 1-Qian (Padre) e 2-Kun (Madre),  i due gua “totalmente yang” e “totalmente yin”.

Pertanto la corretta rappresentazione e riproduzione (anche manuale dell’operatore) dovrebbe tenere in considerazione il rapporto 2/3 e 3/3 delle linee, così come nel diagramma presentato nell’articolo precedente, 6. Dai Ba Gua ai Gua.

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* Thrin Xuan Thuan – vedi I Referenti

6. Dai Bagua ai Gua (dagli 8 Trigrammi Primari ai 64 Esagrammi)

Salve a Tutti,

la cosa che colpisce molti che si approcciano all’Yijing è che quella apparente semplicità dell’esagramma maschera un complesso ed enigmatico gioco di incastri multi-livello.

Il Simbolo (esagramma) origina dal lancio casuale di tre monete; le linee celano e nel contempo illustrano una situazione-tempo (MAH, 2-3)* ben precisa e analizzata nelle sue componenti strutturali, sia fisiche che temporali; il Nome del Simbolo esprime concetti universalmente condivisi ma esposti in una scrittura figurata, l’ideogramma, così arcaica da sembrare del tutto aliena; una Sentenza che, a volte, più che chiarire confonde; un’Immagine che inizia con un’ovvietà e finisce spesso con un paradosso; dei Commenti immaginali a singole linee che ci si chiede da dove mai provengano; dei Commenti filosofici che intendono motivare tutto il precedente.

In breve, nella nostra bella razionalità lineare, Yijing può apparire una pura assurdità…

Se Yijing sembra irrazionale tuttavia non è illogico: si basa sull’osservazione della manifestazione di forze invisibili non domate e si dispiega seguendo le incorruttibili e ineludibili Leggi della Natura. La pratica oracolare, quindi, ci invita ad entrare in questa dimensione dell’incommensurabile che si fa misurabile, l’immensità che si condensa dapprima in un’unità (Taiji), che poi si esprime in due polarità (Yin-Yang) andando a generare otto energie di tre linee (i Bagua/Otto Trigrammi Primari) per infine manifestarsi attraverso sei linee (i Gua/Esagrammi).

Quindi, quali sono le valenze degli Otto Trigrammi Primari e dei 64 Esagrammi?

“Il trigramma (Bagua) rappresenta la realtà dal punto di vista del suo “essere costitutivo”.
L’esagramma (Gua) rappresenta la realtà dal punti di vista del suo “funzionamento”. Poiché tutto il reale procede dalla sola interazione dello yin e dello yang, l’esagramma è in grado di rappresentare tutto simbolicamente.” – François Jullien,1*

Bagua e Gua giacciono su differenti livelli.

Come ben dice François Jullien, gli Otto Trigrammi Primari sono simboli di otto forze/energie della Natura invisibili, essenze fondamentali della manifestazione (il suo essere costitutivo). I 64 Esagrammi sono simboli di aspetti della realtà manifesta (il suo funzionamento).

Così l’esagramma contiene in sé: il Wuji (il Vuoto indifferenziato) – il Taiji (Yin-Yang, la prima differenziazione/polarità) – i Quattro Bigrammi (le prime quattro energie primarie di yin-yang forte/debole), i Bagua (i Trigrammi Primari, le prime otto energie primarie generate dalle interazioni tra i Quattro Bigrammi con il Taiji/ Yin-Yang) – i Gua stessi (gli Esagrammi, le 64 manifestazioni generate dalle interazioni di accoppiamento tra i Bagua).

Nella pratica oracolare, tutti questi livelli sono altrettanto presenti e tenerne conto permette di ampliare la percezione delle dinamiche in movimento all’interno della domanda e, spesso, della persona che pone la domanda. L’esagramma – prodotto dal lancio delle monete o dalla manipolazione dei bastoncini – così come illustra le dinamiche dell’evento-problema-domanda può anche mostrare le dinamiche interiori-esteriori di chi la domanda la pone, essendo i due una sola inseparabile unità.––

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* vedi I Referenti

5. Le figure di Re Wen e del Duca di Zhou

Salve a Tutti,

per entrare pienamente nell’aura attivante del Yijing e ampliare la nostra intuizione quando interagiamo con esso sia in forma oracolare che meditativa, le figure di Re Wen (1) e del Duca di Zhou (2), il suo quartogenito, sono non soltanto importanti ma anche ispiranti.

Sono importanti perché sono loro ad aver strutturato gli Yijing delle dinastie precedenti nella forma che abbiamo attualmente (Zhou Yi), e ispiranti perché quanto viene espresso nella Decisione/Sentenza di Re Wen e nel Testo delle Yao (linee) del Duca di Zhou è fondato sulle esperienze della vita di questi due grandi uomini.

Re Wen era il capo del clan Zhou, ed era cognato (avendone sposato tre sorelle) di Di Xin (3), il Tiranno di Shang, un uomo spietato e crudele, anche con i suoi stessi consanguinei. Temendone la crescente autorità, Di Xin fece imprigionare  Ji Chang (il nome di Re Wen) e lo tenne segregato per sette anni. Fu durante questo periodo, perennemente minacciato di morte e isolato dal suo popolo e dalla sua famiglia, che Re Wen meditò lungamente sul significato del Yijing e lo riorganizzò: produsse la sequenza dei gua (Sequenza di Re Wen), diede loro il nome (ideogramma) e definì una Decisione/Sentenza lapidaria che li caratterizzasse. L’appellativo “Re Wen” gli venne attribuito postumo: non fu mai re (morì prima della vittoria sul Tiranno di Shang ad opera di suo figlio, Re Wu) e Wen significa segno-disegno-scrittura. Nella cultura cinese è considerato la personificazione del Re Saggio e sapiente.

Il Duca di Zhou (Ji Dan) era il quarto figlio di Re Wen, e fu un uomo di grandissima cultura: musicista, matematico, stratega, edificatore di città, governante illuminato. Si racconta che durante una malattia di Re Wu, offrì agli dèi la sua vita al posto di quella del fratello. Deng Ming-Dao in The Living I Ching, così riporta la sua preghiera: “Prego il Signore altissimo di permettere che io, Ji Dan, venga sostituito al re. Ho con affetto sempre obbedito a mio padre; possiedo molti talenti che mi rendono adatto a servire gli spiriti. Il vostro Discendente Principale non ha tutti i talenti da me posseduti e che mi rendono utile al vostro servizio. Egli ha ricevuto il Mandato del Cielo per stabilire la vostra discendenza nel mondo inferiore. Non lasciate che il Mandato del Cielo decada. Possiate voi, antichi imperatori, mantenerlo salvo per sempre.” Dopo la morte di Re Wu, il Duca di Zhou cercò di prevenire più volte delle sanguinose lotte intestine per il potere. Osservando il moto yin-yang nei gua, nella loro disposizione e all’interno delle yao (linee), vi intuì e definì un motto caratteristico per ciascuna delle 384 linee che compongono Yijing. All’interno del Testo delle Yao vi sono alcuni riferimenti ad eventi capitali della vita sua e del padre.

Pertanto, Re Wen operò sulla struttura dei 64 gua compiuti (stabilità e progressione) e il Duca di Zhou intervenne sulle linee, cioè le specificità e mobilità intrinseche della struttura (mutamento temporale e trasformazione).

In The Complete I Ching, Master Huang presenta ogni gua (esagramma) con degli episodi della vita di Re Wen e del Duca di Zhou o illustrando il contesto storico in cui vissero.

All’inizio, presa maggiormente dalle spiegazioni e dall’utilizzo della modalità oracolare, trascuravo queste parti storiche, così lontane da noi per vicende e stili di vita. I termini di “re” e “duca” mi richiamavano personaggi più propri della nostra cultura… facevo fatica a riconoscere le stesse caratteristiche in uomini che vissero alla fine del II Millennio a.C., contemporanei, per esempio, al Re Davide biblico (1040 a.C.), e antecedenti di alcuni secoli i nostri primi grandi filosofi presocratici.

Successivamente, le vicende storiche presentate per esemplificare la situazione-tempo (4) dei gua hanno cominciato ad assumere maggiore significato: dal punto di vista storico, è un arricchimento culturale; dal punto di vista della pratica oracolare e meditativa, esemplifica come osservare ed esprimere nel nostro vissuto l’azione della forza yin-yang.

Re Wen e il Duca di Zhou si attennero con sincerità di cuore alle indicazioni che i gua, il moto yin-yang e le loro manifestazioni indicavano, tenendo in considerazione la “realtà” delle leggi naturali che osservavano intorno a sé. Le loro vicende e decisioni riconoscevano e rispettavano il Dao del Cielo e, così facendo, queste due figure emblematiche – unendo in sé Cielo e Terra e facendosene tramiti – posero le fondamenta per una dinastia che durò ottocento anni (1045–256 a.C.) e un Classico che ha attraversato – e tuttora attraversa – tempo e spazio.

Questi due aspetti possiamo osservarli anche noi nel nostro vissuto e nella nostra realtà. Utilizzando Yijing per la riflessione personale o come oracolo per chiarire una situazione e riceverne consiglio, noi possiamo conoscerne una più profonda e calzante integrazione accedendo al suo spirito originale. Per entrare nello spirito del Yijing dobbiamo saper attualizzare la realtà di allora nella nostra, sia per gli esseri umani che per gli eventi. Yijing ci invita a riconoscere in noi e fuori di noi queste forze indomite, a rispettarle collaborando con esse. In altre parole, riconoscere e operare con la nostra essenza fondamentale collegata con l’universo intero, e non contro di essa.––

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(1) Re Wenhttps://it.wikipedia.org/wiki/Wen_Wang –– (2) Duca di Zhouhttps://it.wikipedia.org/wiki/Zhou_Gong  ––  (3) Di Xinhttps://it.wikipedia.org/wiki/Di_Xin –– (4) Situazione-tempo è un termine utilizzato da Master Huang alternativamente a “esagramma” (MAH, 2 e 3)

4. Taiji, una visione Yin-Yang

“Questi due sorgono insieme, ma hanno nomi diversi.” – Daodejing (ASS,2)*

Salve a Tutti,

sono certa che la maggior parte di voi conosca il simbolo del Taiji (1), il cerchio suddiviso in due metà sinuose (indice di movimento): una scura con il germe del chiaro connaturato, e l’altra chiara con il germe dello scuro connaturato.

Sono Yin (lo scuro) e Yang (il chiaro), il simbolo delle prime due energie primarie – l’origine della miriade di esseri: le due polarità della manifestazione. Tutta la miriade di esseri/la manifestazione le contengono costantemente entrambe contemporaneamente.

Taiji significa “suprema polarità”, e la nota raffigurazione simbolica bidimensionale presenta le due polarità ben distinte. Questa immagine, però, è una rappresentazione parziale, transitoria ed effimera; è l’istantanea di un singolo momento di un movimento incessante: il fotogramma scattato nel momento/punto di bilanciamento tra le due forze. Questa immagine ha la durata della frazione di un istante, perché il movimento all’interno del Taiji è costante, incessante e disequilibrato: quando cresce uno diminuisce l’altro, anche fino a scomparire – salvo poi ripresentarsi a partire dal germe opposto connaturato. Questo lo vediamo, per esempio, quando l’esagramma (1) Qian si presenta con tutte le linee mobili tali da mutarlo totalmente nel suo opposto/complementare (2) Kun: dove di yang non c’è più nulla… situazione che progredendo andrà nuovamente a ribaltarsi.

(1) Qian e (2) Kun sono come i due battenti di una porta d’accesso per la miriade di esseri (la manifestazione), e Shao Yong ha organizzato la sequenza (2) dei 64 esagrammi partendo da Qian per terminare in Kun, in una progressione costante di mutamenti/passaggi da tutte linee intere a tutte linee spezzate. I 62 esagrammi racchiusi tra i due estremi sono il processo del mutamento dalla pura energia yang (Qian) alla pura energia yin (Kun). Supponendo Qian/yang come bianco e Kun/yin nero, i 62 esagrammi yang + yin intermedi nel processo sono tutte variazioni di intensità di-e-tra i primi due. Potremmo osservarli come 62 sfumature di grigio…

L’immagine del Taiji può indurci in inganno quando si osservano le due polarità come separate e distinte. Pur essendo contrapposte e complementari, non sono disunite: sono un tutt’uno, e concordo che sarebbe meglio fonderle in un unico termine, yinyang (RRW,1)*, senza alcun tratto di separazione-unione.

La nostra mente logica occidentale funziona per esclusione: per esempio, se A non è B allora B non è A. Abbiamo un imprinting culturale separativo ed è per questo che ci viene spontaneo osservare le differenze tra gli oggetti, le persone e gli eventi, piuttosto che le somiglianze e ciò che le accomuna. In un passato lontano ma non troppo, l’analogia era il modo in cui funzionavano anche le scienze; questa forma mentis è andata perdendosi nel corso dei secoli.

Per cui, noi ora vediamo o Taiji (unione fondamentale) o Yin e Yang, spesso come due termini distinti. E forse notiamo solo lo Yin o lo Yang, privilegiandone uno e ignorando l’altro. Ne deriva che l’osservare Yin e Yang impedisce di vedere in modo spontaneo Taiji, mentre mantenere il focus su Taiji ci permette comunque la visione di Yin-Yang.

Data questa funzione separativa della nostra forma mentis, osserviamo la realtà come delle “cose” identificate e identificabili per il semplice fatto che “ogni cosa è diversa dall’altra”. Quante volte diciamo: “… ma non è la stessa cosa…” quando in realtà è proprio la stessa cosa in altro travestimento o semplicemente da un altro punto di vista?

Yijing invita a:

“… tenere insieme interpretazioni contrapposte senza dover necessariamente scegliere, bensì contemplandole come strati di significato che si arricchiscono a vicenda.” (ASS,2)*

“Senza nome l’origine di Cielo e Terra.
Con nome la madre dei diecimila esseri” – Daodejin (ASS,2)*

Yin e Yang non sono “cose” per cui non sono identificabili se non per l’influenza che producono sulla “materia”, sono le forze primarie attrattive e repulsive che organizzano intorno a sé altri elementi che a loro volta produrranno una conseguente manifestazione. Sono le informazioni iniziali e primordiali, non in senso temporale ma in senso “atemporale”. Fuori dallo spazio e dal tempo intervengono sullo spazio e sul tempo.

Questa polarizzazione con i suoi movimenti che osserviamo nel Yijing, possiamo osservarla anche in noi, negli altri e nel nostro mondo circostante, sia come natura sia come eventi. Tutto è generato dalle due polarità e ne esprime le caratteristiche: in altre parole, sono queste stesse forze a produrre e manifestare la miriade di esseri/la manifestazione. Tutti noi – sia fisicamente che emotivamente o intellettualmente – siamo espressioni che manifestano più o meno consapevolmente queste energie; se siamo in grado di osservarle con sguardo super partes e senza pre-giudizi, possiamo più o meno agevolmente interagire con esse e anche governarle.

Questa era la “realtà” osservata dagli antichi, la saggezza di uomini e donne che si confrontavano liberamente con le forze della natura e se ne sentivano parte. Anche se noi, oggi, siamo lontanissimi da quel mondo, immersi in duemila anni di condizionamenti culturali e ora anche prodotti da tecnologie ulteriormente separative, in quanto “esseri umani” siamo comunque e sempre tra Cielo e Terra. Tornando alla nostra natura integrata, possiamo realizzare noi stessi nella nostra “esseità”.

Yijing ci aiuta a riportarci a quel periodo lontano che la nostra memoria cellulare non ha dimenticato. Ci aiuta in questo ogni volta che lo consultiamo o anche lo meditiamo, non solo attraverso gli esagrammi o la sua stessa struttura, ma soprattutto riconoscendolo nella nostra vita e negli eventi che ci circondano, e questo perché ogni aspetto dei suoi contenuti e della sua composizione rivela la sua origine di testimone della creazione. ––

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* Vedi I Referenti

(1) Video: “I significati nascosti di Yin-Yang

(2) La differenza tra la Sequenza di Shao Yong e la Sequenza di Re Wen sarà oggetto di successivo articolo

I significati nascosti di Yin-Yang (Video)

Salve a Tutti,

penso che conosciate il simbolo del Taiji. Per illustrarlo meglio nella sua dinamicità e nella manifestazione, questo breve video presenta il concetto di Yin-Yang e la loro trasformazione l’uno nell’altro a seconda della situazione-tempo. Il video è in inglese e qui sotto trovate la traduzione.

 

Trascrizione del video TED – The hidden meanings of Yin and Yang di John Bellaimey

“Forse avete già visto questo simbolo, magari su un tatuaggio o in un tempio cinese: si chiama simbolo Yin-Yang e proviene dal Daoismo, una filosofia originaria della Cina, e contiene molti più significati di quanto possiate immaginare.

“Yin è il vortice scuro – Yang è il vortice chiaro e ciascuna parte contiene in sé un punto del colore opposto (complementare) cosa che fornisce un’indicazione del significato di Yin e Yang.

“Ogni cosa contiene il seme del suo opposto: Dart Vader ha il seme della bontà, Luke ha il potenziale di seguire suo padre nel lato oscuro.

“Come Luke e suo padre, Yin e Yang non sono totalmente opposti, sono relativi l’uno rispetto all’altro.

“I Daoisti credono che l’Universo sia composto da energie, vibrazioni e materia che si comportano in modo diverso in contesti diversi. Qualcosa può essere Yin o Yang a seconda di … un sacco di cose.

“Per esempio il grano è yang mentre sta crescendo, quando viene raccolto è, invece, yin. La cresta di un’onda è yang, mentre il suo ventre è yin.

“I villaggi sul versante soleggiato, in Cina hanno nomi con Liu-Yang o Shi-Yang; ma, ad esempio, sul lato in ombra del fiume Yang-Tze, si trova Jian-Yin.

“Il freno è yin rispetto all’acceleratore, che è yang.

“Il guscio dell’uovo è yang, mentre l’uovo all’interno è yin. State cominciando a capire?

“Yang è più duro, più forte, più luminoso e più veloce, ma l’uno può trasformarsi nell’altro: sono due facce della stessa moneta.

“I raggi del sole sono yang rispetto all’ombra.

“Il tiro è yang, la presa è yin. Lo yang comincia con un’azione, lo Yin la riceve, la completa.

“Yin è lo spazio all’interno di una tazza, senza di esso la tazza non esisterebbe: la tazza è yang.

“Il calore del caffè è yang, mentre il suo colore nero è yin.

“Yang a volte s’infuria, ma ci sono anche Yin molto forti, anche se non s’infuriano del tutto.

“Yin è il vortice nero, femminile, ma dentro ha un punto bianco. Yang è il vortice chiaro, maschile, ma dentro ha un punto nero.

“L’acqua di un fiume che scorre quieta è yin, ma quando arriva alla cascata è molto yang.

“Gli stuzzicadenti sono yin, ma solo rispetto a un palo del telefono.

“La parte posteriore di una persona è yin, rispetto alla parte anteriore. La parte superiore e terminale è yang.

“Il Daoismo insegna che c’è una forza nell’Universo più elevata, più profonda e più vera di ogni altra, si chiama DAO: che significa “strada” o “via”.

“Come la Forza in Guerre Stellari, il DAO ha due lati.

“A differenza di altre religioni (*), dove il potere superiore è tutto buono e forse ha un suo rivale del tutto malefico, il Daoismo insegna che dobbiamo imparare da entrambi, Yin e Yang.

“Diversamente dalle religioni che hanno divinità personificate, nel Daoismo il potere supremo non lo è.

“I Daoisti credono che per vivere in armonia con la Via, l’individuo non deve lottare contro il corso naturale dell’Universo; quindi, ad esempio, ascoltare di più e discutere meno.

“Sii pronto a fare un passo indietro o ad annullare un’azione, e procederai addirittura più rapidamente. Non preoccuparti di essere il migliore, sii ciò che sei. Vivi semplicemente, le complicazioni ti allontanano dal DAO. La persona saggia è flessibile, dicono i Daoisti.

“Imparare ad usare il DAO è l’essenza del Daoismo; ecco perché dovresti imparare a distinguere il tuo lato yin dal tuo lato yang.”––

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(*) Il Daoismo non è nato come religione ma come filosofia e conseguente comportamento formalizzandosi nel VI sec. a.C. con Laozi. Come religione si è formato solo dopo il I sec. d.C.