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12. La situazione-tempo

Salve a Tutti,

l’esagramma che nel testo di Wilhelm è detto “primario”, che risulta dal lancio delle monete o dalla manipolazione dei bastoncini di bambù, viene tradotto da Master Huang come “Gua Compiuto (Accomplished Gua)”.

“Compiuto” definisce qualcosa che ha raggiunto la sua completezza e la manifesta: il Gua espresso dal lancio o dalla manipolazione mostra la realtà intrinseca di “quel momento” della questione in esame, e anche per questo motivo Master Huang utilizza l’espressione “situazione-tempo” in modo interscambiabile a Gua/Esagramma.

Ogni situazione si posiziona nel tempo: emerge, si esprime, decade e infine si trasforma. Questi passaggi sono illustrati nella sequenza organizzata da Re Wen che attribuisce un numero progressivo a ogni Gua.

Ogni Gua è la conseguenza della trasformazione del gua/situazione-tempo che lo precede; nel corso del lancio delle monete si esprime; nell’ambito delle linee mobili si indebolisce; e infine si trasforma nel gua successivo della sequenza.

A prescindere dalla divinazione, Yijing ci mostra come tutto ciò che ci accade proviene da una situazione-tempo precedente, e man mano che si forma assume precise caratteristiche di forza e di debolezza, si modifica per effetto delle interazioni con la realtà circostante (persone, cose ed eventi), per poi trasformarsi in una nuova situazione-tempo.

Con il passare del tempo ogni situazione cambia. Questa è la grande verità di Yijing: il Tempo è l’artefice di ogni trasformazione.

Ogni situazione-tempo è la precisa manifestazione di una costruzione intenzionale, che sia consapevole o inconsapevole, il Gua con tutte le linee fisse indica una costruzione solida, o anche rigida, e stabile anche nel tempo; il Gua che presenta linee mobili indica che la costruzione presenta punti deboli, o malleabili e, pertanto, possibilità di cambiamento e trasformazione.

Osservare i Gua, siano essi primari/compiuti o secondari/potenziali, ci invita a osservare la nostra situazione-tempo come azione del nostro Tempo personale: individuare la sua azione e la sua direzione è un’arte che si acquisisce osservando con attenzione, non giudizio e apertura di mente e di cuore.—


Serate Meditative


 

11. Una visione duale e binaria

Salve a Tutti,

la pratica del Yijing per essere efficace presuppone lo studio del  Yijing, e uno studio attento del Yijing porta – a mio parere, inevitabilmente – a una visione ampliata e inclusiva della manifestazione.

Secondo questa visione, tutta la manifestazione è il prodotto di due energie primarie, pertanto tutta la manifestazione è internamente ed esternamente binaria, sia nel senso di “binario” 1. “composto da due unità o due elementi …” che “binario” 2. “sistema di due rotaie parallele disposte in modo tale da poter essere percorse da veicoli di cui esse costituiscono la guida…” (Treccani.it)

Perchè in questo contesto distinguo i termini “binario” e “duale”, quindi osservo la natura di persone-cose-eventi come espressioni della “binarietà” e della “dualità”? Per sottolineare l’indivisibilità YinYang e la dualità Yin e Yang. Quindi, riprendendo quanto espresso in un precedente articolo (4.), si dovrebbe imparare ad osservare il Taiji anche come YinYang, e non solo Yin e Yang.

Binarietà e dualità con tutte le sue variabili coesistono, essendo la manifestazione simultaneamente duale e binaria per natura.

Volendo fare un esempio, il pendolo rappresenta la dinamicità della dualità Yin-Yang, il passaggio alternato da uno stato all’altro con le sue espressioni intermedie; il binario ferroviario suggerisce l’unità YinYang imprenscindibile della dualità a tutti i livelli della via/manifestazione su cui esistiamo (8.).

La dinamicità del pendolo è espressa dal movimento alternato (yin-yang), posizionale (tempo) e qualitativo (giovane/vecchia) delle Yao. Il binario esprime la presenza inscindibile degli elementi precedenti come un tutt’uno.

Possiamo osservare questo movimento costante esprimersi non solo durante una divinazione, il momento in cui focalizziamo la nostra attenzione su una questione specifica, ma in ogni momento della nostra vita (il binario).

Quando vediamo una nuova nascita, siamo consapevoli che è destinata a cambiare e infine non più esserci? Io sono diventata nonna da poco, ho una splendida nipotina: da quali energie è prodotta questa manifestazione? e come si esprimeranno nelle loro successive posizioni (tempo) e quando, man mano, interagiranno con le energie circostanti e matureranno producendo prima dei cambiamenti e infine un deciso mutamento?  Queste domande sono lecite all’interno di una meditazione sulle energie della manifestazione, perchè le persone, come gli eventi e le cose, sono soggette alla grande dualità/binarietà dello spazio-tempo. La manifestazione è prodotta e organizzata nello spaziotempo, forse la prima delle espressioni fondamentali dal Taiji. Fuori da esso… che cosa? Che cosa è il Wuji… e che cosa siamo noi… “prima” del Taiji?

Quando vediamo gli eventi mondiali che stanno avvenendo intorno a noi, li osserviamo come dinamiche generate dal moto alternato, posizionale (tempo) e qualitativo di energie inizialmente di un tipo, in costante cambiamento (tempo, modifiche intermedie) fino a raggiungere una “maturità” (vecchie) produttiva di un mutamento che le ribalta nel loro opposto, cioè ciò che osserviamo ora?

Nel produrre una mantica, nel Gua valutiamo la dinamica (tempo) delle Yao del Gua primario e della sua mutazione in Gua potenziale. Perchè questo concetto di valutazione non viene tenuto in considerazione anche in funzione di decisioni che esulano dalla pratica divinatoria, ma che si sorreggono sulle stesse fondamenta di cicli naturali che si esprimono a ogni e qualsiasi livello concepibile dal pensiero?

Come studenti del Yijing consideriamo che non c’è nessun “cattivo” e nessun “buono” nella manifestazione che osserviamo, sia essa politica, economica, creativa o altro. Si tratta di energie che si manifestano e non possono non manifestarsi in quel modo dato un definito punto di partenza (che a sua volta era il punto di arrivo di un precedente punto di partenza, e così sempre indietro e sempre in avanti)  che va modificandosi e trovando canali di manifestazione attraverso i quali esprimersi. Canali agglomerati, a loro volta costituiti da energie primarie e secondarie, che si esprimono non solo materialmente ma anche emotivamente e mentalmente, secondo un moto infinito che attraversa tutte le varianti e le variabili a disposizione dei vari livelli di vibrazioni, contemporaneamente.

La persona, sia essa focalizzata nella questione divinatoria o immersa nella quotidianità consensuale, è uno dei Tre Poteri (3.), è parte del Potere dell’Umanità, il potere intermedio tra Qian (Cielo) e Kun (Terra), e questo ruolo di mediatore responsabilizza alla gestione delle espressioni degli altri due Poteri che – nell’Umanità in generale e in noi in particolare – sono naturalmente uniti e fusi. Gli studenti del Yijing, avendo questa conoscenza, dovrebbero vivere una vita più rispettosa (*) di questi Tre Poteri immensi nel loro potenziale.–

(*) Vedi:  – Gli Otto Punti della filosofia del Yijing  – e – Seguire il TAO 


 

10. Sei e 8 – 7 e Nove, ovvero Yao (Linee) Mutanti e Fisse, 2

Salve a Tutti,

nel caso vi chiedeste: “perché tutta questa attenzione sulle yao e nulla ancora sul Gua compiuto, il suo nome e il suo ideogramma?” La risposta è: semplicemente perché Yijing nasce con e dalle yao, esprime la loro natura ed è dalla loro disposizione che conseguono i 64 Gua, ciascuno simbolo di un determinato aspetto della manifestazione.

Nel precedente articolo abbiamo considerato la duplice natura delle yao, in questo consideriamo un altro aspetto nell’ambito della Numerologia che le interessa.

Nella pratica oracolare, sia che si utilizzino le monete o i bastoncini, la manipolazione porta a definire i risultati secondo i numeri Sei-8 per le yao Yin e i numeri 7-Nove per le yao Yang.

Nel Yijing le yao mutanti che andiamo a consultare vengono espresse con i termini: Sei o Nove (all’inizio, al secondo posto, terzo posto, ecc., e sopra).

In breve, il ragionamento operato dagli antichi cinesi osservando la natura per queste attribuzioni è, a grandi linee, il seguente:

  • osservarono nello Yang i valori di disparità e nello Yin i valori di parità
  • osservarono che il moto Yang (centrifugo/espansione) avanza e il moto Yin (centripeto/contrazione) retrocede
  • osservando questa specifica dualità dei loro movimenti conseguirono che:
    • Yang tende all’estremo, per cui avanzando si assesta in una postazione davanti o in alto
    • Yin tende alla centralità (concetto opposto/complementare all’idea di estremità) per cui retrocedendo si assesta in una postazione centrale o mediana
  • poiché la base numerica per loro (come per noi) era il dieci (le dita delle due mani)
    • lo Yang dispari – 1-3-5-7-9 – avanzando “è compiuto” nel Nove (posizione alta del procedere in salita)
    • lo Yin pari – 10-8-6-4-2 – retrocedendo “è compiuto” nel Sei (posizione centrale del procedere in discesa)
  • pertanto Sei e Nove, quali espressioni della compiutezza dello Yin e dello Yang diventano le linee forti/vecchie il cui sviluppo successivo è il mutamento nel loro opposto. (Qui vorrei far notare come, forse del tutto accidentalmente, proprio i nostri simboli numerici 6 e 9 capovolgendosi si trasformano l’uno nell’altro…)

Quindi, osservando le yao fisse e mutanti all’interno di un Gua o di una situazione possiamo considerare che, per esempio, nella questione c’è possibilità di cambiamento se si presentano linee forti o mutanti; diversamente la questione non illustra un futuro potenziale e si conferma qual è. A questo punto, se non ci sono linee mutanti, tutte le yao sono indicative dello stato della questione in esame e vanno prese in consideranzione in quanto facenti parte della “costituzione” del Gua o della situazione.

Il Gua viene anche chiamato “tempo” – e Master Huang chiama il Gua “situazione-tempo” – proprio perché mostra “il momento” contingente in cui viene esercitata la pratica oracolare e la sua costituzione nel corso del tempo – così come una persona è prima infante, poi bambino, ragazzo, giovane adulto, adulto maturo e infine vecchio – fasi successive di realizzazione del medesimo individuo.

Ogni yao del Gua è indicativa di una successione temporale che inizia dalla linea in basso, detta correttamente “iniziale” (p.e. Nove all’inizio), poi  le successive sono indicate come “posto” mentre l’ultima come “sopra” a tutte le altre: è così che sono illustrate nel testo Yijing. E proprio perché specifiche, la yao “all’inizio” e quella “sopra” non sono considerate nella costituzione del Gua mutuo, o intrinseco o nucleare che dir si voglia.

Se concordiamo con queste osservazioni, possiamo trarre una serie di considerazioni pratiche.

Per esempio, considerando le linee, si può osservare se le forze presenti sono giovani – quindi fisse e stabili, oppure vecchie – quindi produttive di un cambiamento e in quale direzione.

Osservando i due moti opposti/complementari dello Yin e dello Yang, notiamo che un movimento di sostanziale cambiamento, sia personale che sociale, una volta iniziato ha dei tempi suoi e che una situazione in svolgimento spesso può modificarsi solo quando arriva al suo punto di “saturazione” o compimento. Del resto, anche un’espressione comune dice che bisogna “toccare il fondo”  per una veloce risalita o cambiamento di rotta.

Un’altra osservazione è che il cambiamento richiede “tempo” nel senso che qualcosa deve intervenire a rendere fragile uno stato di fatto. Nella pratica oracolare, questo può essere a volte riconosciuto analizzando la “sequenza” dei Gua, secondo l’ordine di Re Wen o anche secondo il moto di salita/discesa delle yao all’interno del Gua.

Quest’ultimo punto fa riferimento al fatto che all’interno della costituzione del Gua, le linee possono indicare – oltre a dei momenti nel tempo – la quantità di Yin o Yang presente nella situazion, quindi quale dei due “governa” la situazione oppure quale è in fase crescente o discendente.

È sullo studio delle yao che Re Wen ha redatto l’Yi di Zhou (Yijing nostro attuale) la sua sequenza e le sue sentenze. È sullo studio delle yao e delle vicende umane che il Duca di Zhou ha redatto i Testi delle Yao, individuando per ciascuna all’interno di uno specifico Gua una condizione e, quindi, il suo sviluppo successivo nel tempo, sostenuti dall’osservazione dell’espressione materiale di cui il Gua è simbolo.—

9. I Quattro Simboli/Digrammi Primari, ovvero Yao (Linee) Mutanti e Fisse

Salve a Tutti,

Yijing non smette mai di stupirci nel suo gioco con la Dualità. Ovunque lo si guardi, qualsiasi elemento si voglia prendere in considerazione, ecco che gli opposti/complementari subito si presentano accoppiati.

Quali, che cosa sono e come nascono i Quattro Simboli/Digrammi Primari?

Sono le prime Quattro Forze generate dalle interazioni di Yin e Yang con se stessi – cioè, Yang incontra Yang (Yang forte o vecchio) e Yin incontra Yin (Yin forte o vecchio) – e tra di loro in rapporto reciproco e alternato (anche qui, dualità!) – quindi, Yin incontra Yang (Yin debole o giovane) e Yang incontra Yin (Yang debole o giovane). Qui sotto lo schema:

Yin e Yang debole o giovane corrispondono alle Yao (Linee) Fisse, mentre Yin e Yang forte o vecchio corrispondono alle Yao Mutanti.

Quando ai tempi mi sono trovata davanti a queste caratteristiche di forte-vecchio o debole-giovane mi erano sembrate attribuzioni qualitative illogiche, poiché ragionavo che per noi il giovane è forte mentre il vecchio è debole… Quindi, secondo me, avrebbe dovuto essere il giovane a cambiare (perché duttile) mentre il vecchio a rimanere fisso, data la rigidità che attribuiamo alla vecchiaia. Anche qui, il pensiero occidentale si contrappone alla logica orientale…

Così Laozi dice:

“Gli esseri umani nascono morbidi e deboli,
muoiono rigidi e forti.
I diecimila esseri, le erbe, gli alberi nascono morbidi e fragili,
muoiono avvizziti e rinsecchiti.
Perciò coloro che sono rigidi e forti sono compagni della morte,
coloro che sono morbidi e deboli sono compagni della vita.” – ASS, 2*

Nel Yijing, il cambiamento osservato non è quello dello “sviluppo”, caratteristica, per esempio, di un bambino che si sviluppa in ragazzo–giovane adulto–adulto maturo – vecchio o del legno giovane che cresce e cambia mantenendo la sua struttura; quanto il cambiamento sostanziale e irrevocabile, caratteristico della vecchiaia, in cui le rigidità e infermità impediscono di continuare a lavorare o vivere, operando una trasformazione sostanziale e/o definitiva.

Ecco quindi che le forze deboli o giovani Yin-Yang e Yang-Yin non sono ancora totalmente Yin o totalmente Yang, cosa che diventeranno con la realizzazione ultima della loro natura intrinseca come Yin-Yin e Yang-Yang, punto in cui ciascuna si trasforma automaticamente nel suo opposto/complementare, nel totale mutamento dove ormai “non è più” ciò che prima era…

Immagine da Deng Ming-Dao, The living I Ching

“I quattro digrammi simboleggiano il cambiamento nel corso del tempo: gli estremi diventano il loro opposto.
Quando una situazione raggiunge il suo estremo, simboleggiato da un doppio yang o un doppio yin, deve esserci un cambiamento.
I quattro digrammi hanno in sé il concetto basilare di ciclo.
il concetto dei quattro digrammi è di equilibrio e simmetricità, quindi statico – tuttavia la vita è decisamente non statica, asimmetrica e complessa e i quattro digrammi non possono esprimere da soli tutte le complessità del cambiamento.
Il cambiamento viene dalla ASIMMETRIA.” DMD, 1*

“Quanto alla coppia materia-antimateria, la cosmologia moderna ci insegna che non esiste perfetta simmetria tra il numero di particelle e il numero di antiparticelle.
Se tale simmetria ci fosse, si avrebbe un’annichilazione totale della materia e dell’antimateria.
Per fortuna, la natura si mostra un pochino più favorevole alla materia che all’antimateria e così nell’universo attuale esiste una particella di materia ogni miliardo di fotoni.
Il motivo di questo prevalere, per quanto infinitesimo, della materia sull’antimateria resta un mistero.
Comunque sia una cosa è certa: la simmetria perfetta è sterile, mentre una piccola rottura della simmetria è feconda.” TXT, 1*

Questo è il motivo per cui quando nel responso ci troviamo di fronte a un Yang forte/vecchio (9) o un Yin forte/vecchio (6) li trasformiamo nel loro opposto, riconoscendo che la situazione iniziale, contenendo e mostrando i punti di “rottura” (9 o 6), indica uno sviluppo dove l’opposto prende quella stessa posizione trasformando quel presente in un futuro potenziale sostanzialmente diverso da sé.

Quando ci troviamo in un momento critico della nostra vita, quando tutto sembra incomprensibile o che stia crollando intorno a noi, è perché pensiamo di essere – erroneamente – il centro del nostro Universo; e, giustamente, il centro non cambia mai di posizione. Tuttavia noi non soltanto siamo solo una relativamente piccola parte di questo vastissimo Universo della Vita ma non siamo neanche al suo centro, direi – piuttosto – in un punto qualsiasi di una periferia altrettanto sconosciuta.

Yijing e il pensiero taoista ci riportano alla realtà delle forze naturali che, per quanto possano non piacerci e tanto meno farci comodo, prevalgono inesorabilmente. Osservare la vita e la sue manifestazioni (e noi e la nostra realtà consensuale) per quello che comunque “le cose sono tali e non possono non essere che tali”, dovrebbe riconciliarci con noi stessi e gli altri, perchè noi possiamo manovrare la nostra imbarcazione, ma non il vento :-).


* Vedi I Referenti

8. Il principio della Dualità: frattale e olografico

Salve a Tutti,

in questo articolo vorrei iniziare ad approcciare una serie di riflessioni sul Principio della Dualità, l’essenza meravigliosamente espressa dalla filosofia taoista e dalla pratica del Yijing.

Il diagramma qui sotto [1] rappresenta la sequenza della formazione dei 64 Gua secondo Shao Yong (1011-1077) cosmologo, storico e filosofo, uno dei maggiori studiosi del Yijing e tra i protagonisti del pensiero neo-confuciano.

Come potete osservare, dall’Uno indifferenziato (è una convenzione che sia tutto bianco, perché, ovviamente, nell’indifferenziato immanifesto non può esistere neanche il colore), si esprimono le due energie primarie (Yin-Yang), poi i Quattro Simboli Primari (Yin forte/debole–Yang forte/debole, che illustrerò in un prossimo articolo), seguono i BaGua (gli Otto Trigrammi, vedi articolo 6.), e a cascata una progressione di differenziazione fino all’espressione dei 64 Gua del Yijing, tutti i possibili aspetti primari che la manifestazione può assumere e tramite i quali essere indagata e compresa.

Il diagramma di Shao Yong illustra schematicamente sia l’espressione frattale [2] che olografica [3], vale a dire che ogni parte individuale e apparentemente distinta di un insieme complesso (cioè, i singoli elementi presi in considerazione) mostrano la natura complessiva dell’insieme.

Qui un breve video che suggerisce graficamente i due concetti, tenendo presente che si tratta di una proiezione bidimensionale, mentre la realtà è quadri-dimensionale e trasversale:

Tutto è Duale, tutto esiste grazie all’interazione di due enti dinamici opposti e complementari. Gli opposti, il bello/brutto e il giusto/sbagliato, di per sé non esistono sostanzialmente, e sono semplicemente valutazioni soggettive relative a riferimenti personali che, naturalmente, riguardano solo la libera scelta di un individuo all’interno del contesto storico e culturale in cui è stato allevato e vive.

“Quando nel mondo tutti riconoscono la bellezza come tale,
ecco che la bruttezza è già presente.
Quando tutti riconoscono la bontà come tale,
ecco che la cattiveria è già presente.” [4]

Che cosa significano queste parole? Significano semplicemente che nel momento in cui attribuiamo un aggettivo a qualcosa, immediatamente intendiamo che esiste il suo contrario. Questo contrario non viene espresso, ma “esiste” in ciò che non rientra nella descrizione precedente.

Noi, a nostra volta, come tutta la manifestazione, siamo agenti e creatori di Dualità. Tuttavia, senza “Due/Dualità” non ci sarebbero alternative e, di conseguenza, non avremmo libertà di scegliere e operare.

Per noi studenti del Yijing, tutta la manifestazione e, quindi, anche la questione particolare indagata nella pratica oracolare, viene riportata a una semplicità matematica di “Due” e a una filosofica di “Dualità”.

Master Huang riporta l’aneddoto di una nobildonna che, avendo ricevuto una domanda di matrimonio, decise di consultare Yijing sull’opportunità di accettare. Il Gua risultante fu 17. FUI (Seguire), uno dei gua di maggior buon auspicio, perché contiene le quattro virtù principali, quelle caratteristiche di 1. Qian-Cielo e 2. Kun-Terra. L’augure le disse che era favorevole per lei accettare e seguire il suo futuro marito. La donna rifletté e decise di non accettare la proposta perché riteneva di non essere pronta per il matrimonio. Il commento di Master Huang è che non si deve seguire ciecamente un’indicazione, ma si deve osservare la propria posizione all’interno dell’espressione oracolare e decidere di conseguenza.

Quindi, di fronte a una questione rilevante, il nostro consultare Yijing deve avere presente la natura della realtà, che è contemporaneamente Yin-Yang in proporzioni diverse in tempi diversi.

La questione è rappresentativa di “una parte” di un intero che comprende anche il consultante e i suoi rapporti Yin-Yang interni ed esterni, osservabili anche attraverso i BaGua che formano il Gua che risponde alla questione/domanda o anche al questionante.—


Note

[1] Referenti – MAH 3

[2] Frattale – https://www.treccani.it/vocabolario/frattale

[3] Olografico – https://www.treccani.it/vocabolario/olografia

[4] Refenti – ASS1