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4. Taiji, una visione Yin-Yang

“Questi due sorgono insieme, ma hanno nomi diversi.” – Daodejing (ASS,2)*

Salve a Tutti,

sono certa che la maggior parte di voi conosca il simbolo del Taiji (1), il cerchio suddiviso in due metà sinuose (indice di movimento): una scura con il germe del chiaro connaturato, e l’altra chiara con il germe dello scuro connaturato.

Sono Yin (lo scuro) e Yang (il chiaro), il simbolo delle prime due energie primarie – l’origine della miriade di esseri: le due polarità della manifestazione. Tutta la miriade di esseri/la manifestazione le contengono costantemente entrambe contemporaneamente.

Taiji significa “suprema polarità”, e la nota raffigurazione simbolica bidimensionale presenta le due polarità ben distinte. Questa immagine, però, è una rappresentazione parziale, transitoria ed effimera; è l’istantanea di un singolo momento di un movimento incessante: il fotogramma scattato nel momento/punto di bilanciamento tra le due forze. Questa immagine ha la durata della frazione di un istante, perché il movimento all’interno del Taiji è costante, incessante e disequilibrato: quando cresce uno diminuisce l’altro, anche fino a scomparire – salvo poi ripresentarsi a partire dal germe opposto connaturato. Questo lo vediamo, per esempio, quando l’esagramma (1) Qian si presenta con tutte le linee mobili tali da mutarlo totalmente nel suo opposto/complementare (2) Kun: dove di yang non c’è più nulla… situazione che progredendo andrà nuovamente a ribaltarsi.

(1) Qian e (2) Kun sono come i due battenti di una porta d’accesso per la miriade di esseri (la manifestazione), e Shao Yong ha organizzato la sequenza (2) dei 64 esagrammi partendo da Qian per terminare in Kun, in una progressione costante di mutamenti/passaggi da tutte linee intere a tutte linee spezzate. I 62 esagrammi racchiusi tra i due estremi sono il processo del mutamento dalla pura energia yang (Qian) alla pura energia yin (Kun). Supponendo Qian/yang come bianco e Kun/yin nero, i 62 esagrammi yang + yin intermedi nel processo sono tutte variazioni di intensità di-e-tra i primi due. Potremmo osservarli come 62 sfumature di grigio…

L’immagine del Taiji può indurci in inganno quando si osservano le due polarità come separate e distinte. Pur essendo contrapposte e complementari, non sono disunite: sono un tutt’uno, e concordo che sarebbe meglio fonderle in un unico termine, yinyang (RRW,1)*, senza alcun tratto di separazione-unione.

La nostra mente logica occidentale funziona per esclusione: per esempio, se A non è B allora B non è A. Abbiamo un imprinting culturale separativo ed è per questo che ci viene spontaneo osservare le differenze tra gli oggetti, le persone e gli eventi, piuttosto che le somiglianze e ciò che le accomuna. In un passato lontano ma non troppo, l’analogia era il modo in cui funzionavano anche le scienze; questa forma mentis è andata perdendosi nel corso dei secoli.

Per cui, noi ora vediamo o Taiji (unione fondamentale) o Yin e Yang, spesso come due termini distinti. E forse notiamo solo lo Yin o lo Yang, privilegiandone uno e ignorando l’altro. Ne deriva che l’osservare Yin e Yang impedisce di vedere in modo spontaneo Taiji, mentre mantenere il focus su Taiji ci permette comunque la visione di Yin-Yang.

Data questa funzione separativa della nostra forma mentis, osserviamo la realtà come delle “cose” identificate e identificabili per il semplice fatto che “ogni cosa è diversa dall’altra”. Quante volte diciamo: “… ma non è la stessa cosa…” quando in realtà è proprio la stessa cosa in altro travestimento o semplicemente da un altro punto di vista?

Yijing invita a:

“… tenere insieme interpretazioni contrapposte senza dover necessariamente scegliere, bensì contemplandole come strati di significato che si arricchiscono a vicenda.” (ASS,2)*

“Senza nome l’origine di Cielo e Terra.
Con nome la madre dei diecimila esseri” – Daodejin (ASS,2)*

Yin e Yang non sono “cose” per cui non sono identificabili se non per l’influenza che producono sulla “materia”, sono le forze primarie attrattive e repulsive che organizzano intorno a sé altri elementi che a loro volta produrranno una conseguente manifestazione. Sono le informazioni iniziali e primordiali, non in senso temporale ma in senso “atemporale”. Fuori dallo spazio e dal tempo intervengono sullo spazio e sul tempo.

Questa polarizzazione con i suoi movimenti che osserviamo nel Yijing, possiamo osservarla anche in noi, negli altri e nel nostro mondo circostante, sia come natura sia come eventi. Tutto è generato dalle due polarità e ne esprime le caratteristiche: in altre parole, sono queste stesse forze a produrre e manifestare la miriade di esseri/la manifestazione. Tutti noi – sia fisicamente che emotivamente o intellettualmente – siamo espressioni che manifestano più o meno consapevolmente queste energie; se siamo in grado di osservarle con sguardo super partes e senza pre-giudizi, possiamo più o meno agevolmente interagire con esse e anche governarle.

Questa era la “realtà” osservata dagli antichi, la saggezza di uomini e donne che si confrontavano liberamente con le forze della natura e se ne sentivano parte. Anche se noi, oggi, siamo lontanissimi da quel mondo, immersi in duemila anni di condizionamenti culturali e ora anche prodotti da tecnologie ulteriormente separative, in quanto “esseri umani” siamo comunque e sempre tra Cielo e Terra. Tornando alla nostra natura integrata, possiamo realizzare noi stessi nella nostra “esseità”.

Yijing ci aiuta a riportarci a quel periodo lontano che la nostra memoria cellulare non ha dimenticato. Ci aiuta in questo ogni volta che lo consultiamo o anche lo meditiamo, non solo attraverso gli esagrammi o la sua stessa struttura, ma soprattutto riconoscendolo nella nostra vita e negli eventi che ci circondano, e questo perché ogni aspetto dei suoi contenuti e della sua composizione rivela la sua origine di testimone della creazione. ––

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* Vedi I Referenti

(1) Video: “I significati nascosti di Yin-Yang

(2) La differenza tra la Sequenza di Shao Yong e la Sequenza di Re Wen sarà oggetto di successivo articolo

I significati nascosti di Yin-Yang (Video)

Salve a Tutti,

penso che conosciate il simbolo del Taiji. Per illustrarlo meglio nella sua dinamicità e nella manifestazione, questo breve video presenta il concetto di Yin-Yang e la loro trasformazione l’uno nell’altro a seconda della situazione-tempo. Il video è in inglese e qui sotto trovate la traduzione.

 

Trascrizione del video TED – The hidden meanings of Yin and Yang di John Bellaimey

“Forse avete già visto questo simbolo, magari su un tatuaggio o in un tempio cinese: si chiama simbolo Yin-Yang e proviene dal Daoismo, una filosofia originaria della Cina, e contiene molti più significati di quanto possiate immaginare.

“Yin è il vortice scuro – Yang è il vortice chiaro e ciascuna parte contiene in sé un punto del colore opposto (complementare) cosa che fornisce un’indicazione del significato di Yin e Yang.

“Ogni cosa contiene il seme del suo opposto: Dart Vader ha il seme della bontà, Luke ha il potenziale di seguire suo padre nel lato oscuro.

“Come Luke e suo padre, Yin e Yang non sono totalmente opposti, sono relativi l’uno rispetto all’altro.

“I Daoisti credono che l’Universo sia composto da energie, vibrazioni e materia che si comportano in modo diverso in contesti diversi. Qualcosa può essere Yin o Yang a seconda di … un sacco di cose.

“Per esempio il grano è yang mentre sta crescendo, quando viene raccolto è, invece, yin. La cresta di un’onda è yang, mentre il suo ventre è yin.

“I villaggi sul versante soleggiato, in Cina hanno nomi con Liu-Yang o Shi-Yang; ma, ad esempio, sul lato in ombra del fiume Yang-Tze, si trova Jian-Yin.

“Il freno è yin rispetto all’acceleratore, che è yang.

“Il guscio dell’uovo è yang, mentre l’uovo all’interno è yin. State cominciando a capire?

“Yang è più duro, più forte, più luminoso e più veloce, ma l’uno può trasformarsi nell’altro: sono due facce della stessa moneta.

“I raggi del sole sono yang rispetto all’ombra.

“Il tiro è yang, la presa è yin. Lo yang comincia con un’azione, lo Yin la riceve, la completa.

“Yin è lo spazio all’interno di una tazza, senza di esso la tazza non esisterebbe: la tazza è yang.

“Il calore del caffè è yang, mentre il suo colore nero è yin.

“Yang a volte s’infuria, ma ci sono anche Yin molto forti, anche se non s’infuriano del tutto.

“Yin è il vortice nero, femminile, ma dentro ha un punto bianco. Yang è il vortice chiaro, maschile, ma dentro ha un punto nero.

“L’acqua di un fiume che scorre quieta è yin, ma quando arriva alla cascata è molto yang.

“Gli stuzzicadenti sono yin, ma solo rispetto a un palo del telefono.

“La parte posteriore di una persona è yin, rispetto alla parte anteriore. La parte superiore e terminale è yang.

“Il Daoismo insegna che c’è una forza nell’Universo più elevata, più profonda e più vera di ogni altra, si chiama DAO: che significa “strada” o “via”.

“Come la Forza in Guerre Stellari, il DAO ha due lati.

“A differenza di altre religioni (*), dove il potere superiore è tutto buono e forse ha un suo rivale del tutto malefico, il Daoismo insegna che dobbiamo imparare da entrambi, Yin e Yang.

“Diversamente dalle religioni che hanno divinità personificate, nel Daoismo il potere supremo non lo è.

“I Daoisti credono che per vivere in armonia con la Via, l’individuo non deve lottare contro il corso naturale dell’Universo; quindi, ad esempio, ascoltare di più e discutere meno.

“Sii pronto a fare un passo indietro o ad annullare un’azione, e procederai addirittura più rapidamente. Non preoccuparti di essere il migliore, sii ciò che sei. Vivi semplicemente, le complicazioni ti allontanano dal DAO. La persona saggia è flessibile, dicono i Daoisti.

“Imparare ad usare il DAO è l’essenza del Daoismo; ecco perché dovresti imparare a distinguere il tuo lato yin dal tuo lato yang.”––

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(*) Il Daoismo non è nato come religione ma come filosofia e conseguente comportamento formalizzandosi nel VI sec. a.C. con Laozi. Come religione si è formato solo dopo il I sec. d.C.

3. I Tre Poteri: Cielo–Terra–Umanità

Salve a Tutti,

nel Yijing e nel pensiero che lo ha prodotto, la manifestazione è condensata in quelli che sono definiti come i Tre Poteri.

Tutto è manifestato attraverso di loro: il mondo naturale e il mondo umano. Questi Tre Poteri sono: Cielo – Terra – Umanità.

La bellezza di questa visione è che l’Uomo non è secondario ma paritario a Cielo e Terra, i due Poteri che generano la miriade di esseri.

Master Huang * dice che ci sono tre Dao: il Dao del Cielo, il Dao della Terra e il Dao dell’Umanità. Ciascuno di essi è sempre l’eterno Dao in una sua specifica manifestazione. A tal proposito, Master Huang osserva nel Canone Superiore (gua 1–30) un’espressione preponderante del Dao del Cielo e nel Canone Inferiore (gua 31–64) un’espressione preponderante del Dao dell’Umanità. Il Dao è sempre Uno, ma la sua espressione si modula nello spazio-tempo.

Nel Yijing la ripartizione dei Tre Poteri è presente sia nei BaGua (Otto Trigrammi Primari) che nei Gua (esagrammi). Nei Trigrammi, Kun (Terra) corrisponde alla linea iniziale in basso, Qian (Cielo) alla linea sopra in alto e l’Umanità alla linea centrale.Negli esagrammi la corrispondenza si manifesta come Kun, nelle prime due linee in basso (prima e seconda), come Qian nelle due linee in alto (quinta e sesta), e come Umanità nelle due linee centrali (terza e quarta).Poiché un esagramma è l’unione di due BaGua, la terza linea corrisponde quindi alla linea Qian del BaGua inferiore e la quarta linea corrisponde alla linea Kun del BaGua superiore: in questo modo, le due linee centrali corrispondenti all’Umanità all’interno dell’esagramma partecipano e incarnano i Poteri di Cielo e Terra.

L’Uomo è quindi il”ponte di unione” in cui convergono Cielo e Terra.

Nella riflessione sui BaGua o sui 64 Gua, questo ci dice molto della responsabilità che noi singolarmente, in quanto facenti parte dell’Umanità, abbiamo nel manifestare l’armonia tra Cielo e Terra. Questo è un concetto presente non solo nel Yijing ma nelle origini di ogni cultura, in quanto tutto il vivente (la miriade di esseri) soggiace alle medesime leggi della Natura.

L’uomo nel corso dei secoli ha operato, e sta ancora operando, secondo l’impulso della forza peculiare del trigramma Qian, la forza attivante ed espansiva, con il supporto di Kun, la forza accogliente che fornisce la materia plastica che risponde all’impulso di Qian.

I BaGua sono forze che stanno fuori dallo spazio-tempo, sono delle “informazioni” che in-formano, cioè influenzano-producono le forme, enti definiti nello spazio-tempo (rappresentato dai 64 gua). Questo per dire che i BaGua non hanno “limiti” di influenza, sono principi totali e totalizzanti in sé. Tutti loro, non avendo limiti e limitazioni, sono tanto creatori quanto distruttori delle forme create quando queste oltrepassano i limiti imposti dallo spazio-tempo. Nella nostra realtà terrestre un calore eccessivo inaridisce, un’espansione continua fa esplodere, una contrazione continua crea un’implosione, una continua proliferazione produce alterazioni ingovernabili, e così via.

Questo per dire che l’Umanità – avendo il potere di incarnare e utilizzare nello spazio-tempo i poteri di Qian e Kun – ha nel contempo il potere di gestirli su questo piano terrestre per la realizzazione ideale dei loro potenziali.

Nel Yijing vi sono le istruzioni per l’Uomo su come esercitare il suo Potere rispettando i Poteri di Qian e Kun, e pertanto funzionare in armonia con la manifestazione facendone parte. Queste indicazioni di saggezza – per poter essere applicate – richiedono una mente aperta e destrutturata dalle convenzioni sociali senza, tuttavia, minarle.

Yijing è un Manuale per l’Armonia tra i Tre Poteri e le manifestazioni che insieme producono. Trovandosi l’Uomo al centro, sta a  noi gestire gli inevitabili mutamenti nel modo più armonico per tutti gli interessati. Dal Yijing sono scaturite due filosofie: la filosofia Confuciana e la filosofia Daoista. La prima è normativa e la seconda è libertaria; l’una non esclude l’altra e, come una corretta gestione della dualità prevede, contribuiscono entrambe a realizzare una equilibrata manifestazione sia nella vita sociale che in quella personale.––

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* I Referenti

Daoismo e Confucianesimo

Se il Confucianesimo, che pone l’accento sulla morale, sulla tradizione, sulla gerarchia, sulla razionalità, sulla cultura, sul rispetto delle forme dei rituali, sulla funzione pubblica, si può ben dire la tendenza principale del pensiero cinese in oltre duemila anni di storia, il Daoismo ne rappresenta il contraltare, sottolineando la libertà, il non convenzionale, il privato, la spontaneità, la natura, l’intuizione, il magico, il meraviglioso, l’irrazionale.

Quest’altra tendenza è presente in tutta la storia della Cina, in parte contrapponendosi e in parte intrecciandosi con la dominante confuciana, così che nessuna delle due possa essere compresa a fondo senza far riferimento all’altra. Non di rado il letterato-gentiluomo-funzionario che era l’elemento portante nell’organizzazione dell’impero, trascorsi gli anni della maturità al servizio dello Stato, conformemente ai dettami dell’etica confuciana, da vecchio, ritiratosi a vita privata, livero dai vincoli del ruolo e della figura pubblica, si dedicava a coltivare la propria anima daoista. Il dialogo di queste due voci nella sinfonia del pensiero cinese è dunque insieme contrapposizione e complementarietà.

Il rigido senso del dovere confuciano e il libero vagabondaggio daoista, il rispetto dei ruoli confuciano e la vocazione anarchica daoista, il senso di responsabilità sociale confuciano e l’individualismo daoista, si fanno da contrappeso e si completano a vicenda.

Il Daoismo è libero dalla preoccupazione di offrire un modello praticabile di organizzazione sociale: l’utopia daoista si applica esclusivamente al piccolo o si richiama a una remota “epoca della virtù perfetta”, una mitica età dell’oro in cui gli esseri umani vivevano in totale semplicità e innocenza. Sarà il Confucianesimo a fornire il contesto filosofico congeniale all’organizzazione dell’impero. Ma la società altamente strutturata di matrice confuciana ha bisogno del Daoismo per trascendere la propria rigidità.

La scintilla di follia, spontaneità e humor che caratterizza il Daoismo, la sua critica all’identificazione con i ruoli, la sua capacità di guardare il mondo con gli occhi liberi dalle convenzioni e, soprattutto, il suo forte afflato mistico, sono ingredienti fondamentali della cultura, dell’arte e della vita cinese.––

––  Augusto Shantena Sabbadini, Zhuangzi – Edizioni Feltrinelli

2. Significanti e significati

Salve a Tutti,

come sapete, la mia intenzione è di proporre, per quanto possibile, un’immersione nel Yijing alla scoperta del mondo in cui si struttura, si rivela e che svela.

Questo mondo è la realtà fenomenica che tutti viviamo più o meno consapevolmente. Trovo che l’immagine dell’iceberg possa dare una qualche idea del concetto: una parte minima emerge, una parte imponente è nascosta sotto la linea della superficie; è una montagna (solidità e pesantezza) di acqua dolce che si muove galleggiando (leggerezza) su un oceano (liquidità) di acqua salata. Le dualità di visibilità/invisibilità, pesantezza/leggerezza, solidità/liquidità e dolcezza/salinità ben rappresentano gli opposti/complementari. La Dualità è la genitrice del mondo umano e naturale.

Nel Yijing tutto rivela un continuo dispiegamento duale. Abbiamo i segni “interpretabili”, che sono le linee intera e spezzata, i trigrammi inferiore e superiore, e gli esagrammi che viaggiano in coppia, come anche è duale il loro essere delle tracce di segni su un piano. Poi, a contraltare, abbiamo i segni “leggibili”: gli ideogrammi cinesi e le lettere latine che compongono le parole che dovrebbero spiegare i segni interpretabili.

Vorrei che i segni interpretabili fossero i veri protagonisti di questa nostra lettura del Yijing, cioé che non sia la traduzione occidentale a essere letta e considerata in prima battuta ma le figure che emergono dalle linee e dagli ideogrammi. Questo ci riporta all’origine stessa della sua emersione: quella visione sciamanica che da fin troppo tempo abbiamo voluto dimenticare.

Non dobbiamo aspettarci di poter comprendere fin dalla prima occhiata ciò che sottintendono (e la loro espressione intellettuale sarà poi mediata dalla traduzione e spiegazione che seguirà, con i segni leggibili) ma il soffermarci qualche istante sulle conformazioni di esagrammi, trigrammi e linee, osservare le loro diversità, alternanze e posizioni, attiva in noi nuove connessioni cerebrali inesistenti fino a un attimo prima. Le parole sono in sé banali e rispecchiano il nostro quotidiano, soddisfano le nostre aspettative… sono delle “vecchie conformiste”. Le linee degli esagrammi sono invece “immagini nuove” e come tali possono stimolare una diversa percezione e profondità di attenzione.

“Per i Cinesi, ottenere una visione/intuizione (insight) dal I Ching è sia una tecnica quanto un’arte. Come tecnica si dovrebbero comprendere gli otto gua primari (trigrammi) e i sessantaquattro gua compiuti (esagrammi): significato dei nomi, simboli e strutture; come anche delle trecentottantaquattro yao (linee): posizioni, relazioni reciproche e significati. Si dovrebbero conoscere anche i principi di mutamento celati e la simbologia collegata al gua e alle yao. In quanto arte, si dovrebbe coltivare il senso intuitivo con lo studiare i simboli per comprendere la divinazione.” (MAH,1)*

INTERSEGNI vorrebbe integrare l’attenzione anche su ciò che può apparire con un’osservazione liberata e correttamente intuitiva del Yijing, così da far emergere e apprezzare il DAO del Yi.

“Il Dao di cui si può parlare non è l’eterno DAO.” (ASS, 2)*

Il termine DAO è pressoché intraducibile perché DAO è al di là di ogni immagine mentale, tuttavia talvolta “dao” è tradotto con via – strada – cammino. Per quanto, se non è possibile parlarne… perchè tradurlo?

Il termine Yi significa cambiamento – mutamento. Possiamo forse intendere che il DAO si esprime nel mutamento, o anche: la costante del mutamento o un costante mutamento.

“Il Tao del I rivela anche che quando le situazioni oltrepassano il loro estremo, si alternano nel loro opposto. È un promemoria ad accettare il cambiamento necessario ed essere pronti a trasformarsi, avvisando che ci si deve sforzare di adeguarsi al cambiamento secondo il momento e la situazione.” (MAH,1)*

Questo è l’insegnamento del Yijing, sessantaquattro esagrammi per illustrare la natura intrinseca della manifestazione: alternanza e instabilità.

L’alternanza è il movimento ciclico che la natura ci presenta: il ciclo circadiano, le fasi lunari, le stagioni, l’età dell’uomo; passaggi graduali da uno stato all’altro che, in alcuni casi, riprende nuovamente dal punto di partenza e in altri torna all’inizio ripercorrendo a ritroso il cammino precedente. Tutto cambia ma nulla è veramente nuovo, ed è prevedibile con qualche naturale differenza.

L’instabilità è dove il movimento progressivo viene interrotto e interviene l’imprevisto. Il cambiamento auspicato è disatteso… Sopraggiunge l’imponderabile e appare il caos, il disorientamento. Scoppia la crisi.

Del resto, quando ci si rivolge al Yijing? Quando si è in crisi, quando non si trova una risposta o se ne è insicuri, quando il passato e l’esperienza sembrano essere insufficienti a indicarci una direzione per il futuro o a prendere una decisione con fiducia. In breve, quando il cambiamento è ormai inevitabile e ci apriamo a un futuro potenziale.

Qui, l’idea di mutamento non si riferisce a un ritocco di facciata, un aggiustamento parziale, una variazione del tema; fa riferimento a una sorta di salto nel vuoto, analogo a quel Vuoto che viene chiamato Wuji: senza limite/polarità/differenziazione.

Senza polarità/differenziazione non solo perché è senza limite spaziale o temporale – non partecipando né dello spazio né del tempo, ma perché al suo interno esiste tutto in potenziale, senza identità/limite. DAO non “è” essendo sempre in stato di essere. La prima identità si origina come Taiji: suprema polarità, la dualità Yin-Yang.

Ponendo la domanda a Yijing, la persona crea uno spazio vuoto per accogliere una risposta che ancora non esiste nella manifestazione ma che è presente nel “potenziale”… oltre l’orizzonte del noto. Non per nulla, gli ultimi due esagrammi del Libro sono (63) Ji Ji e (64) Wei Ji. (63) Ji Ji–Già Compiuto non è la conclusione, ma ciò che la precede di un passo: infatti, l’ultimo gua è (64) Wei Ji–Non Ancora Compiuto. Un reale mutamento non prevede il mantenimento di uno stato precedente.

Questa è un’essenza del Yijing: il non compiuto, il perenne corso verso una compiutezza che immediatamente si disfa, come il bruco si disfa nel bozzolo per ricrearsi – completamente irriconoscibile – in farfalla.––

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*  Vedi Referenti