“Questi due sorgono insieme, ma hanno nomi diversi.” – Daodejing (ASS,2)*
Salve a Tutti,
sono certa che la maggior parte di voi conosca il simbolo del Taiji (1), il cerchio suddiviso in due metà sinuose (indice di movimento): una scura con il germe del chiaro connaturato, e l’altra chiara con il germe dello scuro connaturato.
Sono Yin (lo scuro) e Yang (il chiaro), il simbolo delle prime due energie primarie – l’origine della miriade di esseri: le due polarità della manifestazione. Tutta la miriade di esseri/la manifestazione le contengono costantemente entrambe contemporaneamente.
Taiji significa “suprema polarità”, e la nota raffigurazione simbolica bidimensionale presenta le due polarità ben distinte. Questa immagine, però, è una rappresentazione parziale, transitoria ed effimera; è l’istantanea di un singolo momento di un movimento incessante: il fotogramma scattato nel momento/punto di bilanciamento tra le due forze. Questa immagine ha la durata della frazione di un istante, perché il movimento all’interno del Taiji è costante, incessante e disequilibrato: quando cresce uno diminuisce l’altro, anche fino a scomparire – salvo poi ripresentarsi a partire dal germe opposto connaturato. Questo lo vediamo, per esempio, quando l’esagramma (1) Qian si presenta con tutte le linee mobili tali da mutarlo totalmente nel suo opposto/complementare (2) Kun: dove di yang non c’è più nulla… situazione che progredendo andrà nuovamente a ribaltarsi.
(1) Qian e (2) Kun sono come i due battenti di una porta d’accesso per la miriade di esseri (la manifestazione), e Shao Yong ha organizzato la sequenza (2) dei 64 esagrammi partendo da Qian per terminare in Kun, in una progressione costante di mutamenti/passaggi da tutte linee intere a tutte linee spezzate. I 62 esagrammi racchiusi tra i due estremi sono il processo del mutamento dalla pura energia yang (Qian) alla pura energia yin (Kun). Supponendo Qian/yang come bianco e Kun/yin nero, i 62 esagrammi yang + yin intermedi nel processo sono tutte variazioni di intensità di-e-tra i primi due. Potremmo osservarli come 62 sfumature di grigio…
L’immagine del Taiji può indurci in inganno quando si osservano le due polarità come separate e distinte. Pur essendo contrapposte e complementari, non sono disunite: sono un tutt’uno, e concordo che sarebbe meglio fonderle in un unico termine, yinyang (RRW,1)*, senza alcun tratto di separazione-unione.
La nostra mente logica occidentale funziona per esclusione: per esempio, se A non è B allora B non è A. Abbiamo un imprinting culturale separativo ed è per questo che ci viene spontaneo osservare le differenze tra gli oggetti, le persone e gli eventi, piuttosto che le somiglianze e ciò che le accomuna. In un passato lontano ma non troppo, l’analogia era il modo in cui funzionavano anche le scienze; questa forma mentis è andata perdendosi nel corso dei secoli.
Per cui, noi ora vediamo o Taiji (unione fondamentale) o Yin e Yang, spesso come due termini distinti. E forse notiamo solo lo Yin o lo Yang, privilegiandone uno e ignorando l’altro. Ne deriva che l’osservare Yin e Yang impedisce di vedere in modo spontaneo Taiji, mentre mantenere il focus su Taiji ci permette comunque la visione di Yin-Yang.
Data questa funzione separativa della nostra forma mentis, osserviamo la realtà come delle “cose” identificate e identificabili per il semplice fatto che “ogni cosa è diversa dall’altra”. Quante volte diciamo: “… ma non è la stessa cosa…” quando in realtà è proprio la stessa cosa in altro travestimento o semplicemente da un altro punto di vista?
Yijing invita a:
“… tenere insieme interpretazioni contrapposte senza dover necessariamente scegliere, bensì contemplandole come strati di significato che si arricchiscono a vicenda.” (ASS,2)*
“Senza nome l’origine di Cielo e Terra.
Con nome la madre dei diecimila esseri” – Daodejin (ASS,2)*
Yin e Yang non sono “cose” per cui non sono identificabili se non per l’influenza che producono sulla “materia”, sono le forze primarie attrattive e repulsive che organizzano intorno a sé altri elementi che a loro volta produrranno una conseguente manifestazione. Sono le informazioni iniziali e primordiali, non in senso temporale ma in senso “atemporale”. Fuori dallo spazio e dal tempo intervengono sullo spazio e sul tempo.
Questa polarizzazione con i suoi movimenti che osserviamo nel Yijing, possiamo osservarla anche in noi, negli altri e nel nostro mondo circostante, sia come natura sia come eventi. Tutto è generato dalle due polarità e ne esprime le caratteristiche: in altre parole, sono queste stesse forze a produrre e manifestare la miriade di esseri/la manifestazione. Tutti noi – sia fisicamente che emotivamente o intellettualmente – siamo espressioni che manifestano più o meno consapevolmente queste energie; se siamo in grado di osservarle con sguardo super partes e senza pre-giudizi, possiamo più o meno agevolmente interagire con esse e anche governarle.
Questa era la “realtà” osservata dagli antichi, la saggezza di uomini e donne che si confrontavano liberamente con le forze della natura e se ne sentivano parte. Anche se noi, oggi, siamo lontanissimi da quel mondo, immersi in duemila anni di condizionamenti culturali e ora anche prodotti da tecnologie ulteriormente separative, in quanto “esseri umani” siamo comunque e sempre tra Cielo e Terra. Tornando alla nostra natura integrata, possiamo realizzare noi stessi nella nostra “esseità”.
Yijing ci aiuta a riportarci a quel periodo lontano che la nostra memoria cellulare non ha dimenticato. Ci aiuta in questo ogni volta che lo consultiamo o anche lo meditiamo, non solo attraverso gli esagrammi o la sua stessa struttura, ma soprattutto riconoscendolo nella nostra vita e negli eventi che ci circondano, e questo perché ogni aspetto dei suoi contenuti e della sua composizione rivela la sua origine di testimone della creazione. ––
– – – – – – – – – – –
* Vedi I Referenti
(1) Video: “I significati nascosti di Yin-Yang
(2) La differenza tra la Sequenza di Shao Yong e la Sequenza di Re Wen sarà oggetto di successivo articolo

Poiché un esagramma è l’unione di due BaGua, la terza linea corrisponde quindi alla linea Qian del BaGua inferiore e la quarta linea corrisponde alla linea Kun del BaGua superiore: in questo modo, le due linee centrali corrispondenti all’Umanità all’interno dell’esagramma partecipano e incarnano i Poteri di Cielo e Terra.
Se il Confucianesimo, che pone l’accento sulla morale, sulla tradizione, sulla gerarchia, sulla razionalità, sulla cultura, sul rispetto delle forme dei rituali, sulla funzione pubblica, si può ben dire la tendenza principale del pensiero cinese in oltre duemila anni di storia, il Daoismo ne rappresenta il contraltare, sottolineando la libertà, il non convenzionale, il privato, la spontaneità, la natura, l’intuizione, il magico, il meraviglioso, l’irrazionale.
come sapete, la mia intenzione è di proporre, per quanto possibile, un’immersione nel Yijing alla scoperta del mondo in cui si struttura, si rivela e che svela.