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Gua del mese: Febbraio | 37 muta in 22

Ogni inizio mese – utilizzando YiJing come Libro Oracolare – presenterò una Situazione-Tempo (Gua) su cui meditare… e, forse, come indicatore delle energie in azione.


Febbraio 2025 – 37 muta in 22



Il Gua 37–JIA REN per il mese di Febbraio ci invita a riflettere sulla nostra Famiglia, la sua atmosfera e le relazioni che vi intercorrono.

Jia = famiglia e Ren = persona/e, quindi le persone che costituiscono e frequentano una famiglia. Master Huang traduce “Cerchia Domestica” (Household) e Deng Ming-Dao “Famiglia“.

Master Huang sottolinea come nell’antichità questo termine comprendesse tutti coloro che abitavano in una stessa casa e con chiunque intrattenessero rapporti, per cui oltre a tutti i famigliari nel senso più ampio, erano compresi anche i domestici, i collaboratori, e, talvolta, le conoscenze che frequentavano la casa.

Solo fino a pochi decenni fa, anche da noi la struttura famigliare era piuttosto un clan che si relazionava con altri clan famigliari: la vita nelle cascine, nei casali o nei piccoli borghi era spesso una mescola di vari gradi di parentele con simpatie e antagonismi serpeggianti nella comunità. Nella nostra società attuale la famiglia è spesso un ente dalle maglie larghe: incomprensioni, divisioni, famiglie allargate, figli all’estero, genitori in case di riposo, e così via nelle varianti di un distacco – sia fisico che di valori – tra i suoi componenti.

Master Huang considera questo Gua come rappresentante il governo di una famiglia. Poiché la casa è il regno tradizionale della figura femminile, la Decisione di Re Wen dice: “Favorevole per una donna essere salda e retta.” La famiglia è energeticamente collegata alla donna, perché lei – in quanto elemento yin – accoglie, nutre, custodisce e risolve. Con “salda e retta” intende coerenza e ispirazione a valori elevati, non abbassarsi a meschinità o trascurare i propri compiti.

Il Commento di Confucio sui trigrammi che compongono l’esagramma dice: “La persona nobile parla con cognizione e agisce con coerenza.” Vale a dire che l’armonia in seno a una famiglia e al suo circondario è affidata a ciò che si dice, ai valori che si trasmettono e alla coerenza personale con cui vengono manifestati.

Questo è un Gua delicato da attualizzare, e ciascuno di noi deve operare secondo il proprio buon senso: non possiamo tornare indietro, rifacendoci a società che avevano rigidi ruoli per ogni componente, spesso frustranti e poco attenti alla diversità naturale dei singoli. Lascio a voi la lettura del Commento di Confucio sulla Decisione nel vostro testo.

L’YiJing origina in un lontanissimo passato, dove l’identità individuale – sia della donna che dell’uomo – era soggetta alla comunità, in cui le norme sociali erano strettamente schematizzate e fatte osservare piuttosto spietatamente. Sta noi, pertanto, interpretare nel modo più sano delle indicazioni che – se osservate nei loro principi energetici – sono sempre valide. I principi energetici non sono “politicamente corretti” nè, tantomeno, conformisti in quanto sono sottostanti a tutte le leggi di natura. Se vogliamo integrarli in modo positivo nella nostra quotidianità, dobbiamo osservare la loro azione dissociata da giudizio e interpretarli di conseguenza, anche operando una “scissione” con il condizionamento culturale imposto da una “modernizzazione meccanicistica” della persona umana, vista come un automa produttore-consumatore piuttosto che un essere naturale partecipe dei flussi e delle variazioni che scorrono nell’esistenza.

Quindi, a mio parere, tra le molte riflessioni che questo esagramma ci invita a considerare nella nostra cerchia domestica, una potrebbe essere su quale o quali “ruoli” interpretiamo e come li stiamo interpretando. Senza auto-giudizio e pregiudizio, ma con apertura mentale e desiderio di armonia.

Testo delle Yao del Duca di Zhou – Nove al quinto posto

Master Huang traduce: “Il re influenza(*) la sua famiglia. Nessuna preoccupazione. Buona fortuna”. La quinta linea (yang) è il conduttore del Gua, rappresenta il re, e corrisponde con la seconda linea (yin), che rappresenta la sposa del re. Pertanto tra le due yao che corrispondono,  l’influenza espressa sono l’armonia e l’amore reciproco tra gli sposi, i reggenti della famiglia.

Deng Ming-Dao traduce: “Il re rientra nella sua famiglia. Nessun altro aiuto: fortuna.” Anche un re ha bisogno della famiglia. Quando si ha un vero problema, nel ritirarsi nella propria famiglia sta una vera forza: non c’è bisogno di altro aiuto, è una situazione che ha fortuna.

Nove al quinto posto muta nel Gua 22–Bi, Adornare

Lo sviluppo indica che un modo per risolvere eventuali difficoltà all’interno della Famiglia e del suo entourage è rendendo le cose e le condizioni “belle e piacevoli”, quindi con gentilezza/cortesia, operando con ciò che l’altra parte può vedere con favore e non con sospetto. Bellezza e gentilezza sono due  grandi attrattori ed è proprio della loro natura favorire uno scambio armonico e senza barriere.––

Paola

Nota

(*) Un richiamo al Gua 31–XIAN che presenta il rapporto tra marito e moglie, tradotto da Master Huang come “Influenza Reciproca” e da Deng Ming-Dao come “Sentimento“.


 

12. La situazione-tempo

Salve a Tutti,

l’esagramma che nel testo di Wilhelm è detto “primario”, che risulta dal lancio delle monete o dalla manipolazione dei bastoncini di bambù, viene tradotto da Master Huang come “Gua Compiuto (Accomplished Gua)”.

“Compiuto” definisce qualcosa che ha raggiunto la sua completezza e la manifesta: il Gua espresso dal lancio o dalla manipolazione mostra la realtà intrinseca di “quel momento” della questione in esame, e anche per questo motivo Master Huang utilizza l’espressione “situazione-tempo” in modo interscambiabile a Gua/Esagramma.

Ogni situazione si posiziona nel tempo: emerge, si esprime, decade e infine si trasforma. Questi passaggi sono illustrati nella sequenza organizzata da Re Wen che attribuisce un numero progressivo a ogni Gua.

Ogni Gua è la conseguenza della trasformazione del gua/situazione-tempo che lo precede; nel corso del lancio delle monete si esprime; nell’ambito delle linee mobili si indebolisce; e infine si trasforma nel gua successivo della sequenza.

A prescindere dalla divinazione, Yijing ci mostra come tutto ciò che ci accade proviene da una situazione-tempo precedente, e man mano che si forma assume precise caratteristiche di forza e di debolezza, si modifica per effetto delle interazioni con la realtà circostante (persone, cose ed eventi), per poi trasformarsi in una nuova situazione-tempo.

Con il passare del tempo ogni situazione cambia. Questa è la grande verità di Yijing: il Tempo è l’artefice di ogni trasformazione.

Ogni situazione-tempo è la precisa manifestazione di una costruzione intenzionale, che sia consapevole o inconsapevole, il Gua con tutte le linee fisse indica una costruzione solida, o anche rigida, e stabile anche nel tempo; il Gua che presenta linee mobili indica che la costruzione presenta punti deboli, o malleabili e, pertanto, possibilità di cambiamento e trasformazione.

Osservare i Gua, siano essi primari/compiuti o secondari/potenziali, ci invita a osservare la nostra situazione-tempo come azione del nostro Tempo personale: individuare la sua azione e la sua direzione è un’arte che si acquisisce osservando con attenzione, non giudizio e apertura di mente e di cuore.—


Serate Meditative


 

11. Una visione duale e binaria

Salve a Tutti,

la pratica del Yijing per essere efficace presuppone lo studio del  Yijing, e uno studio attento del Yijing porta – a mio parere, inevitabilmente – a una visione ampliata e inclusiva della manifestazione.

Secondo questa visione, tutta la manifestazione è il prodotto di due energie primarie, pertanto tutta la manifestazione è internamente ed esternamente binaria, sia nel senso di “binario” 1. “composto da due unità o due elementi …” che “binario” 2. “sistema di due rotaie parallele disposte in modo tale da poter essere percorse da veicoli di cui esse costituiscono la guida…” (Treccani.it)

Perchè in questo contesto distinguo i termini “binario” e “duale”, quindi osservo la natura di persone-cose-eventi come espressioni della “binarietà” e della “dualità”? Per sottolineare l’indivisibilità YinYang e la dualità Yin e Yang. Quindi, riprendendo quanto espresso in un precedente articolo (4.), si dovrebbe imparare ad osservare il Taiji anche come YinYang, e non solo Yin e Yang.

Binarietà e dualità con tutte le sue variabili coesistono, essendo la manifestazione simultaneamente duale e binaria per natura.

Volendo fare un esempio, il pendolo rappresenta la dinamicità della dualità Yin-Yang, il passaggio alternato da uno stato all’altro con le sue espressioni intermedie; il binario ferroviario suggerisce l’unità YinYang imprenscindibile della dualità a tutti i livelli della via/manifestazione su cui esistiamo (8.).

La dinamicità del pendolo è espressa dal movimento alternato (yin-yang), posizionale (tempo) e qualitativo (giovane/vecchia) delle Yao. Il binario esprime la presenza inscindibile degli elementi precedenti come un tutt’uno.

Possiamo osservare questo movimento costante esprimersi non solo durante una divinazione, il momento in cui focalizziamo la nostra attenzione su una questione specifica, ma in ogni momento della nostra vita (il binario).

Quando vediamo una nuova nascita, siamo consapevoli che è destinata a cambiare e infine non più esserci? Io sono diventata nonna da poco, ho una splendida nipotina: da quali energie è prodotta questa manifestazione? e come si esprimeranno nelle loro successive posizioni (tempo) e quando, man mano, interagiranno con le energie circostanti e matureranno producendo prima dei cambiamenti e infine un deciso mutamento?  Queste domande sono lecite all’interno di una meditazione sulle energie della manifestazione, perchè le persone, come gli eventi e le cose, sono soggette alla grande dualità/binarietà dello spazio-tempo. La manifestazione è prodotta e organizzata nello spaziotempo, forse la prima delle espressioni fondamentali dal Taiji. Fuori da esso… che cosa? Che cosa è il Wuji… e che cosa siamo noi… “prima” del Taiji?

Quando vediamo gli eventi mondiali che stanno avvenendo intorno a noi, li osserviamo come dinamiche generate dal moto alternato, posizionale (tempo) e qualitativo di energie inizialmente di un tipo, in costante cambiamento (tempo, modifiche intermedie) fino a raggiungere una “maturità” (vecchie) produttiva di un mutamento che le ribalta nel loro opposto, cioè ciò che osserviamo ora?

Nel produrre una mantica, nel Gua valutiamo la dinamica (tempo) delle Yao del Gua primario e della sua mutazione in Gua potenziale. Perchè questo concetto di valutazione non viene tenuto in considerazione anche in funzione di decisioni che esulano dalla pratica divinatoria, ma che si sorreggono sulle stesse fondamenta di cicli naturali che si esprimono a ogni e qualsiasi livello concepibile dal pensiero?

Come studenti del Yijing consideriamo che non c’è nessun “cattivo” e nessun “buono” nella manifestazione che osserviamo, sia essa politica, economica, creativa o altro. Si tratta di energie che si manifestano e non possono non manifestarsi in quel modo dato un definito punto di partenza (che a sua volta era il punto di arrivo di un precedente punto di partenza, e così sempre indietro e sempre in avanti)  che va modificandosi e trovando canali di manifestazione attraverso i quali esprimersi. Canali agglomerati, a loro volta costituiti da energie primarie e secondarie, che si esprimono non solo materialmente ma anche emotivamente e mentalmente, secondo un moto infinito che attraversa tutte le varianti e le variabili a disposizione dei vari livelli di vibrazioni, contemporaneamente.

La persona, sia essa focalizzata nella questione divinatoria o immersa nella quotidianità consensuale, è uno dei Tre Poteri (3.), è parte del Potere dell’Umanità, il potere intermedio tra Qian (Cielo) e Kun (Terra), e questo ruolo di mediatore responsabilizza alla gestione delle espressioni degli altri due Poteri che – nell’Umanità in generale e in noi in particolare – sono naturalmente uniti e fusi. Gli studenti del Yijing, avendo questa conoscenza, dovrebbero vivere una vita più rispettosa (*) di questi Tre Poteri immensi nel loro potenziale.–

(*) Vedi:  – Gli Otto Punti della filosofia del Yijing  – e – Seguire il TAO 


 

Daoismo e Confucianesimo

Se il Confucianesimo, che pone l’accento sulla morale, sulla tradizione, sulla gerarchia, sulla razionalità, sulla cultura, sul rispetto delle forme dei rituali, sulla funzione pubblica, si può ben dire la tendenza principale del pensiero cinese in oltre duemila anni di storia, il Daoismo ne rappresenta il contraltare, sottolineando la libertà, il non convenzionale, il privato, la spontaneità, la natura, l’intuizione, il magico, il meraviglioso, l’irrazionale.

Quest’altra tendenza è presente in tutta la storia della Cina, in parte contrapponendosi e in parte intrecciandosi con la dominante confuciana, così che nessuna delle due possa essere compresa a fondo senza far riferimento all’altra. Non di rado il letterato-gentiluomo-funzionario che era l’elemento portante nell’organizzazione dell’impero, trascorsi gli anni della maturità al servizio dello Stato, conformemente ai dettami dell’etica confuciana, da vecchio, ritiratosi a vita privata, livero dai vincoli del ruolo e della figura pubblica, si dedicava a coltivare la propria anima daoista. Il dialogo di queste due voci nella sinfonia del pensiero cinese è dunque insieme contrapposizione e complementarietà.

Il rigido senso del dovere confuciano e il libero vagabondaggio daoista, il rispetto dei ruoli confuciano e la vocazione anarchica daoista, il senso di responsabilità sociale confuciano e l’individualismo daoista, si fanno da contrappeso e si completano a vicenda.

Il Daoismo è libero dalla preoccupazione di offrire un modello praticabile di organizzazione sociale: l’utopia daoista si applica esclusivamente al piccolo o si richiama a una remota “epoca della virtù perfetta”, una mitica età dell’oro in cui gli esseri umani vivevano in totale semplicità e innocenza. Sarà il Confucianesimo a fornire il contesto filosofico congeniale all’organizzazione dell’impero. Ma la società altamente strutturata di matrice confuciana ha bisogno del Daoismo per trascendere la propria rigidità.

La scintilla di follia, spontaneità e humor che caratterizza il Daoismo, la sua critica all’identificazione con i ruoli, la sua capacità di guardare il mondo con gli occhi liberi dalle convenzioni e, soprattutto, il suo forte afflato mistico, sono ingredienti fondamentali della cultura, dell’arte e della vita cinese.––

––  Augusto Shantena Sabbadini, Zhuangzi – Edizioni Feltrinelli