Salve a Tutti,

nella divinazione con le tre monete, alle loro facce si attribuiscano i valori di 2 indicante Yin e 3 indicante Yang… Quale mistero si cela dietro questa specifica attribuzione?
Il mistero che qui si svela è quello che mi piace chiamare come il riempimento del Vuoto.
E qui entriamo nel mondo invisibile che precede e origina il mondo visibile.
Infatti, perché Yijing è ritenuto una mantica o, in termini più moderni, un dispositivo per individuare le energie che sottostanno una determinata manifestazione che è in atto e/o in un suo possibile divenire? Proprio perché riconosce ed esplicita ciò che l’occhio fisico non vede dell’altro volto della realtà.
Nel lancio delle monete, la faccia che leggiamo è, pertanto, l’altro volto della realtà, quello che sfugge alla consueta razionalità.
Come già sapete, in questo contesto noi valutiamo la manifestazione come l’interazione di due forze complementari ed opposte: Yin e Yang, due termini che racchiudono tutte le possibili opposizioni/complementarietà del mondo visibile e invisibile, cioè della realtà nello spazio-tempo (la primissima divisione dell’Uno).
Le monete nell’immagine sopra sono le “tradizionali” monete: le monete divinatorie sono 3, hanno (ovviamente) 2 facce distinte, sono rotonde (cerchio) con un quadrato in centro, sono materialmente di metallo e al centro presentano un vuoto.
Avete notato che ogni elemento che le costituisce presenta la dualità yin-yang? Solo il tenerle in mano può già essere il portale alla percezione della Totalità, l’unione intrinseca del Tutto, o dell’Uno.
Questo Uno che tutto contiene in forma indifferenziata e potenziale è, come si è detto in precedenza, il Wuji, il Vuoto da cui tutto origina. Quindi la moneta, con le sue due facce, il cerchio esterno e il quadrato interno, il pieno esterno e il vuoto interno, è una raffigurazione semplificata del Vuoto e del suo Pieno Potenziale, o anche, in altra prospettiva, del Pieno e del suo Vuoto Originario.
Noi pensiamo che il nostro strano, meraviglioso universo sia nato con una spaventosa deflagrazione chiamata “Big Bang”.
Il termine “deflagrazione” fa pensare a un’immensa esplosione che avviene con fracasso assordante
Niente potrebbe essere più lontano dalla realtà.
Nel Vuoto Quantistico dell’inizio, quando la materia non aveva fatto ancora la sua comparsa, non c’era alcun mezzo per trasmettere le onde sonore. – TXT,1*
Quindi, Wuji, il Vuoto, è l’Origine da cui scaturisce ogni manifestazione, portata in essere dalle interazioni prodotte da Taiji, la sua prima differenziazione nucleare che entra subito in azione dinamica.
Una volta definito in cosa consiste l’Uno Originario, questo Vuoto che non possiamo raffigurarci se non come un’astrazione mentale, il passo immediatamente successivo è la prima apparizione del mondo manifesto, pur ancora nella sua invisibilità, o forma energetica.
A partire da un Vuoto microscopico riempito di energia, la materia e l’antimateria vengono al mondo sotto forma di particelle elementari e delle loro antiparticelle.
Creazione e distruzione di materia e antimateria si succedono a ritmi indiavolati, secondo cicli di vita e morte di durata infinitamente breve.
L’interazione materia-antimateria nell’universo dei primordi non può non ricordare l’azione della coppia di opposti e complementari Yin-Yang descritta dal Taoismo.
Il mondo è il risultato dell’azione dinamica e reciproca di queste due forze strettamente connesse che si contengono l’un l’altra e si succedono in maniera ciclica.
L’universo obbedisce a un moto ciclico perpetuo: lo Yang giunge al suo apogeo per lasciare il posto allo Yin, e questo a sua volta, dopo aver raggiunto l’apice, è sostituito dallo Yang. – TXT,1*
Ora consideriamo il 2 e il 3, che indico con le cifre perché già da questo passaggio iniziale comincia ad entrare in scena la numerologia taoista: il calcolo operativo e i suoi significati intrinseci.
Poiché già siamo in una realtà “sensibile”, è qui possibile una raffigurazione che permane, comprensibilmente, in parte astratta: si tratta di due semplici linee: la linea Yin-spezzata e la linea Yang-intera.
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Come già detto, Tutto nasce dal Vuoto, quindi ecco che la linea Yin presenta al suo interno lo spazio vuoto: essa è la Madre della manifestazione, colei che ha l’utero, il Vuoto incubatore della Vita, il Vuoto che accoglie il Pieno, la linea Yang, ininterrotta e propulsiva: il Padre della manifestazione.
Ecco quindi Yin come 2/3 dell’Unità, essendo il suo 1/3 centrale il Vuoto incubatore, ed ecco quindi Yang come 3/3 dell’Unità, essendo il suo 1/3 centrale il Pieno Potenziale.
Pertanto, Wuji–Uno indifferenziato produce Taiji-1, che contiene ed esprime la divisione Yin-2 e Yang-3 di se stesso.
Nella visione di Master Huang, maestro taoista, è il Gua 3-Zhun ad essere il primo gua, il “cominciamento” della manifestazione reale , il “figlio” generato da 1-Qian (Padre) e 2-Kun (Madre), i due gua “totalmente yang” e “totalmente yin”.

Pertanto la corretta rappresentazione e riproduzione (anche manuale dell’operatore) dovrebbe tenere in considerazione il rapporto 2/3 e 3/3 delle linee, così come nel diagramma presentato nell’articolo precedente, 6. Dai Ba Gua ai Gua.—
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* Thrin Xuan Thuan – vedi I Referenti


Re Wen era il capo del clan Zhou, ed era cognato (avendone sposato tre sorelle) di Di Xin (3), il Tiranno di Shang, un uomo spietato e crudele, anche con i suoi stessi consanguinei. Temendone la crescente autorità, Di Xin fece imprigionare Ji Chang (il nome di Re Wen) e lo tenne segregato per sette anni. Fu durante questo periodo, perennemente minacciato di morte e isolato dal suo popolo e dalla sua famiglia, che Re Wen meditò lungamente sul significato del Yijing e lo riorganizzò: produsse la sequenza dei gua (Sequenza di Re Wen), diede loro il nome (ideogramma) e definì una Decisione/Sentenza lapidaria che li caratterizzasse. L’appellativo “Re Wen” gli venne attribuito postumo: non fu mai re (morì prima della vittoria sul Tiranno di Shang ad opera di suo figlio, Re Wu) e Wen significa segno-disegno-scrittura. Nella cultura cinese è considerato la personificazione del Re Saggio e sapiente.
Il Duca di Zhou (Ji Dan) era il quarto figlio di Re Wen, e fu un uomo di grandissima cultura: musicista, matematico, stratega, edificatore di città, governante illuminato. Si racconta che durante una malattia di Re Wu, offrì agli dèi la sua vita al posto di quella del fratello. Deng Ming-Dao in The Living I Ching, così riporta la sua preghiera: “Prego il Signore altissimo di permettere che io, Ji Dan, venga sostituito al re. Ho con affetto sempre obbedito a mio padre; possiedo molti talenti che mi rendono adatto a servire gli spiriti. Il vostro Discendente Principale non ha tutti i talenti da me posseduti e che mi rendono utile al vostro servizio. Egli ha ricevuto il Mandato del Cielo per stabilire la vostra discendenza nel mondo inferiore. Non lasciate che il Mandato del Cielo decada. Possiate voi, antichi imperatori, mantenerlo salvo per sempre.” Dopo la morte di Re Wu, il Duca di Zhou cercò di prevenire più volte delle sanguinose lotte intestine per il potere. Osservando il moto yin-yang nei gua, nella loro disposizione e all’interno delle yao (linee), vi intuì e definì un motto caratteristico per ciascuna delle 384 linee che compongono Yijing. All’interno del Testo delle Yao vi sono alcuni riferimenti ad eventi capitali della vita sua e del padre.
come sapete, la mia intenzione è di proporre, per quanto possibile, un’immersione nel Yijing alla scoperta del mondo in cui si struttura, si rivela e che svela.